Patientia. Allegoria della Pazienza
dipinto murale
Agresti Livio Detto Ricciutino (e Aiuti)
1508 ca./ 1579
L’allegoria della Patientia tiburtina è una donna austera, vestita elegantemente e con lo sguardo fisso dinanzi a lei. Con il piede destro nudo calpesta un cespo di rami spinosi mentre con la mano destra tiene una ruota sopra la quale è posizionata una bilancia. Il genio alato sopra di lei tiene nella mano sinistra una palma e un ramoscello d’ulivo
- OGGETTO dipinto murale
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MATERIA E TECNICA
intonaco/ pittura a fresco
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ATTRIBUZIONI
Agresti Livio Detto Ricciutino (e Aiuti): pittore
- LOCALIZZAZIONE Tivoli (RM)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE La sistemazione pittorica del Salone delle Virtù è dovuta ad una vasta équipe di artisti, diretta dal pittore forlivese Livio Agresti, che tra il 1568 e il 1569 realizzò la decorazione ad affresco del fregio che si dispiega lungo le quattro pareti con le venti personificazioni di Virtù, ognuna individuata da un’iscrizione. L’impronta di Agresti, se non proprio la sua mano, si percepisce in moltissime Virtù, il ché dimostra un’accurata progettazione da parte del maestro e una stesura di stretta osservanza agrestiana. Secondo Valle (1988, p. 156) il pittore forlivese avrebbe eseguito, senza aiuti, la Valetudine, la Temeprantia, la Religio, l’Eloquentia, la Tellus Stabilis e la Regalitas. In studi più recenti invece, Tosini (2005, p. 53) riconduce la Temperantia, la Benignitas e l’Eloquentia a Giovanni de’ Vecchi (Borgo Sansepolcro, 1536 circa – Roma, 13 aprile 1614), l’artista più retribuito dell’équipe agrestiana a conferma del suo ruolo di primo piano qui ricoperto. Il programma iconologico celebrativo delle virtù del cardinale Ippolito II d’Este si deve al genio ideatore di Pirro Ligorio. L’Allegoria della Pazienza tiburtina sembra infatti non avere precedenti, discostandosi fortemente dall’iconografia utilizzata al tempo. In particolare, secondo Ligorio l’immagine della virtù avrebbe dovuto essere ben diversa da come era stata pensata da Giorgio Vasari su consiglio di Annibal Caro per celebrare la virtù del duca di Ferrara Ercole II. Nel confutare l’immagine vasariana, Ligorio dichiarava di essersi basato su una certa corniola di un antico anello con iscrizione greca mostratogli in passato. L’immagine incisa della Pazienza mostrava gli attributi della sfera e della bilancia; esattamente gli stessi che si ritroveranno nel fregio di Villa d’Este (Occhipinti, 2009, pp. 197-218)
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1201415173-12
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Villa d'Este-Tivoli
- ISCRIZIONI fregio - PATIENTIA - maiuscolo - a pennello - latino
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0