Ruggero e Angelica (dipinto) di Lanfranco Giovanni (attribuito) - ambito emiliano (primo quarto XVII)

dipinto

tela dipinta

  • OGGETTO dipinto
  • AMBITO CULTURALE Ambito Emiliano
  • ATTRIBUZIONI Lanfranco Giovanni (attribuito): pittore
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Galleria Nazionale delle Marche
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo ducale
  • INDIRIZZO Piazza Rinascimento, 13, Urbino (PU)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il soggetto si riferisce ad un episodio dell'Orlando Furioso di Ariosto (X-XI canto), rappresentato abbastanza raramente nel '600. La storia racconta che Ruggero, in sella all'ippogrifo, vola a liberare Angelica, incatenata, nuda, ad una roccia dell'isola del Pianto ed esposta all'Orca, un mostro marino. Nella scena, Ruggero sta aiutando Angelica a scendere dall’ippogrifo; la donna, che poggia le mani sulle spalle di Ruggero, abbassa gli occhi in segno di pudore. Angelica indossa all'indice della mano destra l'anello magico datole da Ruggero per rendersi invisibile. I due protagonisti sono collocati in primo piano a sinistra del dipinto (dove si notano a terra lo scudo e il cimiero di Ruggero) mentre a destra ritrae il paesaggio. Si nota la forte ascendenza di matrice annibalesca nella concezione del paesaggio e il modellato morbido di influsso correggesco. Il dipinto è emerso nel 1964 sul mercato romano, in quell’anno l'antiquario S. Menaguale comprò l'opera in Francia, rivendendola poi alla Galleria Gasparrini di Roma. Pochi anni dopo passò nella collezione di Paolo Volponi. Il soggetto di Ruggero e Angelica verrà riproposto di nuovo da Lanfranco in un affresco sulla facciata del Casino della sua Villa nell’agro romano, nei monti di Bravetta. Il quadro è datato intorno al 1616/1618, quando Lanfranco, dopo aver trascorso un periodo a Piacenza, realizzò dipinti che fanno riemergere uno stile legato ad una sua fase giovanile. Nel registro dei mandati di Piero Guicciardini, ambasciatore granducale a Roma dal 1611 al 1621 è indicato che il 22 aprile 1618 furono pagati 70 scudi per un “quadro grande di pittura fatto da lui (Lanfranco) entrovi Angelica messa sull’Ippogrifo et mandato a Firenze al Ser.mo Gran Duca (Cosimo II)”. Dell’opera non vi è traccia nei registri della guardaroba medicea; si potrebbe ipotizzare quindi che l’opera sia stata donata dal Gran Duca a qualche ignoto personaggio. Nel registro di Guicciardini il soggetto dell’opera è “Angelica messa sull’Ippogrifo”, ma in realtà la fanciulla viene aiutata da Ruggero a scendere, non a salire, dall’animale e corrisponde quindi alla fine del canto X dell’Orlando Furioso. Lo spostamento del dipinto alla datazione del 1618 comporterebbe la traslazione in avanti di altri dipinti di Lanfranco, come “Angelica che cura Medoro ferito” (New York, collezione privata), molto vicino al nostro dipinto per la fisionomia di figure e paesaggio. Una radiografia del dipinto ha rivelato pentimenti nella figura di Ruggero (braccio sinistro, contorno sinistro del dorso, profilo del viso). E' recentemente emerso nel mercato antiquario un dipinto con analogo soggetto attribuito a Lanfranco (Amburgo, collezione privata; per via ereditaria, Pforzheim, collezione privata), autenticato da Erich Schleier, la cui scheda è consultabile sul sito web della Galerie Canesso
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1100376054
  • NUMERO D'INVENTARIO D 109
  • DATA DI COMPILAZIONE 2024
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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