La carità di Sant'Elisabetta d'Ungheria (dipinto, opera isolata) di Schedoni Bartolomeo - ambito emiliano (primo quarto XVII)
dipinto
Schedoni Bartolomeo (1578/ 1615)
1578/ 1615
Tela dipinta
- OGGETTO dipinto
- AMBITO CULTURALE Ambito Emiliano
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ATTRIBUZIONI
Schedoni Bartolomeo (1578/ 1615): pittore
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Il dipinto è una replica con alcune variazioni rispetto al celebre originale custodito nel Museo di Capodimonte. Santa Elisabetta è raffigurata di profilo mentre offre il pane ai bisognosi. La condizione di povertà di questi ultimi è resa evidente dai dettagli delle vesti: stracciate nel giovane che riceve il pane e nel ragazzo cieco, rivolto verso lo spettatore. Anche il bambino posizionato di fronte a Santa Elisabetta guarda direttamente l’osservatore (come spesso accade nelle composizioni schedoniane), creando un intenso coinvolgimento emotivo. L'originale, databile a prima del 1611, fu commissionato da Ranuccio Farnese ed è considerato uno dei capolavori di Bartolomeo Schedoni. In quest’opera emergono evidenti richiami alla pittura caravaggesca e carraccesca. Diverse copie furono realizzate a partire dall’originale. La versione Volponi si distingue principalmente per alcune modifiche nella figura del bambino in primo piano: i capelli sono bruni e privi di riccioli, a differenza dell’originale dove sono biondi e ricci. Inoltre, questa variante assume un tono più narrativo rispetto a quello moralistico dell’originale. Tra le altre copie note si ricordano quella conservata a Isola Bella (Stresa), la versione di San Pietroburgo nel Castello di Pavlovsk e alcune appartenenti a collezioni private
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1100368883
- NUMERO D'INVENTARIO 1990 D 298
- DATA DI COMPILAZIONE 2016
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2024
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0