Cristo crocifisso con la Madonna, San Giovanni Evangelista e Santa Maria Maddalena

dipinto ca 1460 - ca 1460

Tavola dipinta

  • OGGETTO dipinto
  • MISURE Altezza: 118 cm
    Larghezza: 67 cm
  • ATTRIBUZIONI Giovanni Antonio Da Pesaro (notizie 1460-1511): pittore
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Galleria nazionale delle Marche
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo ducale
  • INDIRIZZO Piazza Rinascimento, 13, Urbino (PU)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La tavola con la Crocifissione costituiva in origine, insieme a quella con la Madonna col Bambino presente nella Galleria Nazionale delle Marche, uno stendardo a due facce ora smembrato venerato da una Confraternita, come è possibile supporre dalla presenza degli incappucciati dipinti ai piedi della Vergine sull’altra tavola. Si tratta della Confraternita del Santissimo Sacramento di Serra de' Conti. L'opera, proveniente dalla chiesa, ora demolita, di Santa Lucia a Serra de’Conti, giunse alla Galleria Nazionale delle Marche nel 1920, anno in cui venne acquistata dallo Stato. Il nodo cronologico ancora non è stato sciolto con sicurezza, una prima datazione era stata proposta dubitativamente al 1443-1444 (Berardi 1988), mentre studi più recenti la avanzano al 1460 (Dal Poggetto 2003). La tavola è oggi unanimemente attribuita a Giovanni Antonio da Pesaro, dopo che la critica di inizio ‘900 l’aveva invece ricondotta alla mano di Antonio da Fabriano o comunque a un artista della sua cerchia. Attribuita definitivamente al pittore pesarese (Zeri 1948), la tavola è un interessante esempio della fioritura tardogotica marchigiana, ancora a ‘400 molto inoltrato; Cristo crocifisso, sommariamente definito dal punto di vista anatomico, è circondato dalle due figure dell’Addolorata e di San Giovanni Evangelista, innaturalmente allungate con il volto della Madonna sproporzionato rispetto al resto del corpo. In ginocchio, ai piedi della Croce, Santa Lucia raccoglie il sangue con una coppa dove sono adagiati gli occhi, suo attributo iconografico. La presenza della Santa in questa scena è probabilmente correlata all'intitolazione della chiesa dove l'opera era conservata. L’aspetto realistico viene in secondo piano rispetto all’obiettivo primario, quello devozionale. Nonostante alcuni elementi più aggiornati come la resa del panneggio, l’opera non riesce a sfuggire, e forse non è neanche intenzione dell’artista farlo, un’elegante atmosfera di tardo gotico internazionale, sottolineata dallo sfondo dorato, riparata rispetto i nuovi venti stilistici che soffiano da Firenze e che trovano riverbero nella vicinissima Urbino
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1100264107
  • NUMERO D'INVENTARIO D 32
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Galleria Nazionale delle Marche
  • ENTE SCHEDATORE Galleria Nazionale delle Marche
  • DATA DI COMPILAZIONE 2011
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2024
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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