iscrizione
lapide
La scritta in caratteri capitali latini è campita in color nero su fondo grigio sulla fascia che corre sulle pareti a destra e sinistra, immediatamente al di sotto della cornice marcapiano con piccole mensole arricchite da foglie di acanto di stucco dorato
- OGGETTO lapide
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MATERIA E TECNICA
intonaco/ pittura a tempera
- AMBITO CULTURALE Bottega Italiana
- LOCALIZZAZIONE Ancona (AN)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE L'iscrizione si riferisce al restauro del coro e dell'altar maggiore voluto dal Card. Prospero Lambertini vescovo di Ancona (1727-1730). Il coro con chiusura e scarsella fu aggiunto alla fabbrica medioevale della cattedrale verso la fine del XIV secolo ed era molto probabilmente dedicato alla Resurrezione. Al contrario, nel XV secolo portava il nome dello Spirito Santo. L'altare si trovava addossato alla parete di fondo. nel 15-36 però vennero messi in opera gli stalli del coro con intarsi di fiori per munificenza del vescovo Baldovinetti (il seggio episcopale di questo coro si conservava ancora sino al 1943/44 nel Museo della Cripta delle Lacrime). Nel 1551, con la spesa di 36 scudi fu rifatto poi l'altar maggiore utilizzando come lastra la "pietra grande" proveniente dalla badia di S. Giovanni. Nel 1560, per munifica elargizione di un tal Giorgio Moratto armeno, sopra l'altare della Resurrezione "ricostruito" fu da Pellegrino Tebaldi messa in opera entro una nicchia decorata con stucchi una statua raffigurante Cristo Risorto la quale fu peraltro molto lodata dallo stesso Giorgio Vasari, con relativa iscrizione dedicatoria. Nel 1728, la statua venne rimossa e cominciarono i lavori di restauro voluti da Pospero Lambertini vescovo di Ancona (1727-1730) il quale, chiedendo l'autorizzazione all'allora pontefice Benedetto XIII di utilizzare per ciò il lascito Fardini, diede avvio ai lavori che prevedevano la ricostruzione del complesso del coro ligneo, la sistemazione dell'altar maggiore e i relativi arredi. Lavori che si protrassero ben oltre il suo episcopato e che vennero ultimati dal suo successore, come in altre parti della cattedrale, Nicola Manciforte il quale nel 1748 pose sui pilastri d'accesso al coro due monumenti a memoria della munificenza del suo predecessore oramai eletto pontefice con il nome di Benedetto XIV. Ultimi lavori riguardano molto probabilmente la sistemazione dell'altar maggiore. Sulle pareti del coro vennero in quegli anni collocati al di sopra degli scanni le due grandi tele di Domenico Simonetti detto il Magatta
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1100252509
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ancona e Pesaro e Urbino
- ISCRIZIONI sotto la cornice marcapiano - PROSP. S.R.E. CARDINALE DE LAMBERTINIS EPISCOPUS ANCONA ALTARE ET CHORUM RENOVAVIT ANNO DOMINI MDCCCXXXI - lettere capitali - a pennello - latino
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0