Pietà
dipinto
1512 - 1512
Nardini Giacomo (notizie Fine Sec. Xv-inizio Sec. Xvi)
notizie fine sec. XV-inizio sec. XVI
Una tenda sollevata ai lati funge da sipario e la scena si svolge en plain air: la Madonna, seduta su un sarcofago ove sono putti e stemmi di chiavi alternativamente rivolte verso il basso e l'alto, tiene in braccio il Cristo martoriato. Ai lati San Francesco e Sant'Antonio oranti e sullo sfondo un paesaggio peruginesco con due alberelli. In alto un calice trattenuto da corde; in basso frutta, fiori, simboli della passione, e un vaso con giglio ed il simbolo della chiave
- OGGETTO dipinto
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MATERIA E TECNICA
tavola/ pittura a tempera
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MISURE
Altezza: 292
Larghezza: 157
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ATTRIBUZIONI
Nardini Giacomo (notizie Fine Sec. Xv-inizio Sec. Xvi)
- LOCALIZZAZIONE Sant'Angelo in Vado (PU)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Il dipinto è legato alla committenza di Angelo Clavari, appartenente ad una delle famiglie più importanti del paese: per tradizione i componenti erano notai e giureconsulti. Il dipinto è attribuito a Giacomo Nardini, attivo alla fine del sec. XV e agli inizi del XVI. L'artista appartenne ad una famiglia di pittori e proprio con i fratelli Girolamo e Dionisio firmò un dipinto a Cupramontana. E' questa l'unica opera certa che di lui si conosca e, peraltro, problematica, poichè non è dato distinguere le mani dei singoli fratelli. Altra sua opera è il Cristo alla Colonna nella chiesa dei Serviti (datata 1544), che non presenta però elementi tali da individuare lo stile e la formazione dell'artista. Non si hanno dunque documenti su questo dipinto che ne assicurino la paternità a Giacomo. Lanciarini (Arcevia, 1893) lo assegna a lui basandosi sul fatto che è un'opera elevata e che non può che appartenere al maggiore dei fratelli. L'assegnazione dello storico viene accettata dalla critica (Thième-Becker, 1936; Bolaffi, 1972). Accettando l'attribuzione a Giacomo è ben evidente che, pur facendo riferimento a questo solo dipinto, l'artista si formò nell'ambito della cultura urbinate (come altri vadesi del resto, ad esempio F. Fabrizi o lo stesso fratello di Giacomo, Dionisio), facente capo alle scuole di Timoteo Viti e di Giovanni Santi: innegabile infatti è l'ascendenza umbro-peruginesca. L'autore della Pietà inoltre mostra di saper ben usare la luce ed i suoi effetti (carattere questo che può venire alla luce dopo un'accurata indagine di restauro)
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
detenzione Ente religioso cattolico
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1100037113
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ancona e Pesaro e Urbino
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici delle Marche
- ISCRIZIONI nel cartiglio dietro una rosa - SIT TIBI PERPETUUM CLAVARIUS ANGELUS OQ. PARTHENOS ALMIFERA DEIPARE VENTRE TULIT MDCXII - lettere capitali -
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0