Cristo crocifisso
dipinto
1500 - 1599
Personaggi: Gesù Cristo. Paesaggi: colline; alberi; cielo. Strumenti del martirio: corona; croce
- OGGETTO dipinto
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MATERIA E TECNICA
muratura/ pittura
- AMBITO CULTURALE Ambito Marchigiano
- LOCALIZZAZIONE Jesi (AN)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE I pochi alberi, privi di vegetazione nei colori che variano dal verde al giallo, fanno da contorno al corpo di Gesù Cristo, dipinto di colore giallastro, con perizoma rosso tenue. Le terminazioni dei bracci sono in metallo argentato, come pure la corona. Pietro Grizio (1880, p. 201) parla del Crocifisso di S. Savino come di una "antichissima immagine dipinta a fresco, che di questi tempi (II metà del sec. XVI) venne rimessa in venerazione nell'omonima chiesa suburbana, rinnovata dalle fondamenta per opera di B. Baldassini. L'affresco è menzionato da Tommaso Baldassini (1703, pp. 162-3), il quale fa notare che la scritta "De Baldassini" sta a testimoniare la religiosità di Baldassino Baldassini, che fece ricostruire la chiesa dalle fondamenta. Anche Girolamo Baldassini (1765, p. 357) ricorda l'affresco e la scritta come testimonianza dell'opera di B. Baldassini. Citiamo inoltre C. Annibaldi (1902, p. 29), il quale pure sostiene che B. Baldassini ricostruì la chiesa sulle fondamenta dell'antica abbazia. A proposito del crocifisso scrive:" Nell'altare maggiore si venera un piccolo crocifisso in fresco, ma poi ritoccato e quasi interamente rifatto ad olio; esso si trovava nella primitiva chiesa e quindi è naturale ritenere che sia stato dipinto prima della fine del sec. XIII". G. Annibaldi (1880, p. 23) riporta queste notizie a proprosito dell'abbazia di S. Savino:" Assai remota è l'antichità di questa Abbadia, perchè Pietro Grizi nelle sue "Storie di Jesi" (p. 15) edite nel 1578, narra aver udito da Messer Ghisliero Ghislieri...che la chiesa di S. Savino, la quale allora era caduta in rovina, fu fabbricata dai Goti e restaurata dai Longobardi. Nel 1454 era riparata la cappella dedicata al Santo titolare...B. Baldassini sull'ultimo scorcio del sec. XVI rifabbricava la Chiesa, che si vede tuttora: del monastero non resta vestigio". Questa testimonianza è piuttosto importante, perchè il crocifisso, attribuito da Cesare Annibaldi al sec. XIII, in realtà deve essere stato rifatto alla fine del sec. XVI con la ricostruzione della chiesa. Cfr.: T. Baldassini, Notizie historiche della reggia Città di Jesi, Jesi 1703, pp. 162-163; G. Baldassini, Memorie istoriche dell'antichissima e regia città di Jesi, Jesi, 1765, p. 357; G. Annibaldi, S. Benedetto e l'Esio, Reminiscenze monastiche per Giovanni Annibaldi, Jesi, 1880, p. 23; P. Grizio, Il ristretto delle istorie di Jesi. Nuova edizione condotta sull'unica maceratese del MDLXXVIII illustrata con note e documenti da Antonio Gianandrea, Jesi, 1880, p. 201; C. Annibaldi, Guida Storico-Artistica-Industriale di Jesi. Flori e Ruzzini, 1902, Tipografi Editori, p. 29
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
detenzione Ente religioso cattolico
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1100028727
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ancona e Pesaro e Urbino
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici delle Marche
- DATA DI COMPILAZIONE 1978
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2006
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0