Satiro scopre una ninfa dormiente (alberello) - bottega marchigiana (fine sec. XVI)

alberello

Alberello con superficie integralmente decorata: un satiro che suona un flauto di fronte ad una figura femminile con un bambino entro un paesaggio marino

  • OGGETTO alberello
  • AMBITO CULTURALE Bottega Marchigiana
  • ALTRE ATTRIBUZIONI Bottega Dei Patanazzi
  • LOCALIZZAZIONE Loreto (AN)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE L'alberello fa parte di una serie di 40 vasi da farmacia che non è citata nella bibliografia pertinente la collezione donata, ut dicitur, alla Santa Casa da Francesco maria II Della Rovere. E' da supporre allora che entrò a far parte del corredo della Spezieria attraverso canali diversi. La serie, inizialmente genericamente attribuita a fabbriche di Castelli, trova un immediato riscontro nel corredo conservato nella farmacia di S. Salvatore della comunità di Roccavaldina (Messina) opera della bottega dei Patanazzi (1580). Tale corredo studiato e pubblicato da G. Liverani (Il corredo in maiolica di una farmacia cinquecentesca, in "Faenza", 1967, pp. 35-44) assomma nelle diverse fogge del vasellame differenti moduli decorativi, dalla grottesca (che è la scelta distintiva dei Patanazzi, rappresentanti dello stile fiorito, i quali decoravano a "raffaellesca" tutto il campo) all'istoriato che, con i Patanazzi, entra in una terza fase. Proprio gli alberelli ad istoriato (per i quali sono saggio eloquente i due di Antonio Patanazzi con "Giuseppe e la figlia di Putifarre" e "Filira e Saturno" pubblicati da Liverani alla tav. XXVII) mostrano caratteri da avvalorare il raffronto con questi di Loreto nei quali, se non è riscontrabile l'istoriato più corretto e disegnato di Alfonso, è dato di individuare quei caratteri propri della scuola di Antonio, come risulta dal confronto con il piatto con "Pan e Siringa" conservato al Victoria and Albert Museum di Londra (Catalogo Rackham n. 895). Tenendo presente gli elementi suddetti si procede all'esame della serie di alberelli, opera dunque della bottega dei Patanazzi che continuò in Urbino, dal 1580 ai primi del Seicento, la tradizione dei Fontana, pur differenziandosene nei moduli disegnativi e cromatici. La raffigurazione del vaso in esame è tratta fedelmente dall'incisione di Durer "Famiglia di satiri", anche se la riproduzione delle figure appare meccanica e scialba
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1100002935
  • DATA DI COMPILAZIONE 1975
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2007
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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