San Florido

dipinto

Personaggi: San Florido. Attributi: ( San Florido) Bibbia; pastorale. Abbigliamento religioso: piviale

  • OGGETTO dipinto
  • MATERIA E TECNICA tavola/ pittura a tempera
  • ATTRIBUZIONI Giacomo Di Ser Michele (notizie Sec. Xv)
  • LOCALIZZAZIONE Città di Castello (PG)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Si tratta dello scomparto latetrale destro di untrittico, la cui tavola centrale, raffigurante la Madonna col Bambino, è conservat nella Pinacoteca di Città di castello, mentre l'altra tavola, che doveva raffigurare Sant'Amanzio, non è stata rintracciata.Guardabassi ( 1872, pp. 54-55) segnalò i due scomparti nella Sala del Capitolo del Duomo, dove furono visti in seguito da numerosi autori. Fu M. Salmi comunque ( Slmi, 1920, pp. 158-162), il primo a porre in relazione la tavola della Pinacoteca con lo scomparto del Museo del Duomo, attraverso un documento del 1412, da cui risulta che i canonici del Duomo di Città di Castello, affidarono a Giorgio di Andrea di Bartolo da Siena e al maestro locale Giacomo di Michele, l'esecuzione di un trittico. Nel dipinto, per cui fu pattuito un compenso di 35 fiorini e un soma di vino, dovevano essere rappresentati al centro, la Madonna col Bambino e ai lati a figura intera, i SS: Florido e Amanzio. Secondo il Salmi, le due tavole superstiti ( cioè quella del museo del Duomo e quella della Pinacoteca) sarebbero parti di tale lavoro, eseguito in collaborazione tra il maestro senese, cui sarebbe assegnabile il gruppo centrale e il suo socio tifernate, autore dell'altra immagine, riconosciuta infine per S. Florido, nella quale egli notava" una certa differenza di qualità...un poco inferiore a quella del pannello mediano". La proposta fu accettata con qualche dubbio da Giovagnoli( 1921, pp. 115-116) e in modo pieno da tutta la letteratura successiva. La Chiasserini( 1951, pp. 63-65) insiste sulla distinzione di mani nei due lavori. Interessante lo studio di L. B. Kanter( 1986, pp. 15-18), che esaminando i due frammenti del trittico, non rileva grande differenza di manoe propone di attribuire le due tavole alla attività iniziale di Giorgio di Andrea di Bartolo di Fredi . Secondo C. Fratini( 1987, p.144) ad un esame accurato non emergono sostanziali differenze tra S. Florido e la Madonna. Anche se queste fossero rilevabili, non si potrebbe stabilire con assoluta certezza a quale dei due artefici citati nel documento spetti la parte meglio riuscita. E' innegabile nei due lavori una forte impronta senese ed un'eco della maniera di Gentile da Fabriano, ricordato da Vasari a Città di Castello
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1000152585
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio dell'Umbria
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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