reliquiario - a ostensorio, opera isolata - bottega italiana (fine sec. XVIII)

reliquiario a ostensorio 1790/ 1799

Il reliquiario ha la base lignea dorata; il fusto sagomato è ornato da tre cherubini (uno al centro e due ai lati; quello a sinistra ha il volto illeggibile). Lo stemma cardinalizio è fissato con due chiodini (le tre nappe di sinistra sono cadute e contiene una falce di luna sopra tre bande trasversali. Il ricettacolo sagomato presenta ai lati due cherubini (quello di destra senza naso) e in alto due nageli posti di profilo. La teca a luce mistilinea, sormontata da un baldacchino contiene le reliquie di San Costanzo poste su stoffa azzurra. Il restro della teca è fissato con cinque sigilli di ceralacca, sui quali è impresso lo stesso stemma cardinalizio: in alto tre stelle e in basso un'architettura fortificata

  • OGGETTO reliquiario a ostensorio
  • MATERIA E TECNICA argento/ sbalzo
  • MISURE Altezza: 84
    Larghezza: 37
  • AMBITO CULTURALE Bottega Italiana
  • LOCALIZZAZIONE Orvieto (TR)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il reliquiario a ostensorio è un contenitore con reliquie a vista, poste cioè in una teca chiusa da un vetro, la cui forma è assimilabile a quella dell'ostensorio eucaristico. Questo tipo di reliquiario si andò definendo in età barocca e fu assai diffuso nel corso dei secoli successivi. Il problema della trasparenza e quindi della visione delle reliquie venne risolto durante il tardo Medioevo col progresso della lavorazione del vetro; in tal modo si rispondeva all'esigenza devozionale di "vedere" i resti mortali dei santi. Infatti per secoli le reliquie erano state nascoste alla vista perchè racchiuse entro casse-reliquiario o all'interno dell'altare; anzi i primi reliquiari furono gli altari sorti sulle tombe dei martiri, dei santi, degli Apostoli o anche sui luoghi dove si era svolta la vita di Cristo. Lo stemma raffigurato sul fusto è quello del Cardinale Paolo Francesco Antamori (Roma, 1712 ivi, 1795). Di antica famiglia patrizia romana, ascritto al collegio degli avvocati concistoriali, nel 1760 fu nominato rettore dell'Archiginnasio e tenne tale carica per venti anni. Nel 1780 Pio Vi lo elevò prete cardinale dei SS. Bonifacio e Alessio e contemporaneamente vescovo di Orvieto. Qui promosse il restauro della facciata del Duomo con l'aiuto di Pio VI; alla Biblioteca comunale di Orvieto si conserva l'Editto del cardinale sul rifacimento dei mosaici della facciata, datato al 1786 (cfr. Satolli, 1978, p. 78). Lo stemma cardinalizio impresso sui sigilli sul retro del reliquiario appartiene alla famiglia Cohelli (Cartari Febei, vol. 169, n. 1413)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente religioso cattolico
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1000060431
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio dell'Umbria
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio e per il patrimonio storico artistico ed etnoantropologico dell'Umbria
  • DATA DI COMPILAZIONE 1994
  • ISCRIZIONI entro la teca - "EX OSS S. COSTANTII/EPIS. ET MAR." - corsivo - a penna -
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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