felino

doccione (?) 1790 - (?) 1810

Il buttafuori ha semplice funzione decorativa in quanto è privo del canale per lo scolo dell'acqua. Ha la forma di un felino simile ad un leone ed è rappresentato seduto sulle due zampe posteriori; viene unito alla parete per la parte posteriore. ha il muso stretto con la bocca aperta e la dentatura in evidenza, soprattutto i canini; si possono contare otto denti nell'arcata superiore e sette in quella inferiore. Ai lati della testa la scultura è lavorata in modo da dare l'idea di ciuffi di pelo. Le zampe sono dotate di artigli. hanno quattro dita quelle anteriori, mentre quelle posteriori ne hanno tre la destra e due la sinistra

  • OGGETTO doccione
  • MATERIA E TECNICA MARMO BIANCO
  • MISURE Altezza: 15
    Larghezza: 49
  • AMBITO CULTURALE Bottega Italia Centrale
  • LOCALIZZAZIONE Orvieto (TR)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Un Maestro Lorenzo Scalpellino nel 1536 viene pagato per otto animali scolpiti come gocciolatoi nel pilastro mediano verso l'Ospedale 8Archivio dell'Opera del Duomo, Cam. 1530-1536, c.43, 1536, Gennaio 21). Con il termine doccione si intende indicare un elemento che, sporgendo dalla copertura di un edificio, serve per scaricare l'acqua piovana raccolta in un canale. Costituito essenzialmente da una lastra concava o da un tratto di canale, è stato spesso, fin dall'antichità arricchito con figurazioni fantastiche. I doccioni che finsero rosoni, teste di leone o di lupo negli edifici classici, divennero mostri, demoni, draghi nel perioso medioevale e gotico e non poche volte furono usati con funzione unicamente decorativa. Ad Orvieto essi sono per lo più in forma di animale (cane, leone, lupo), raramente con arricchimenti dettati dalla fantasia dell'artista . Il materiale con cui essi venivano realizzati è il travertino usato per l'intero Duomo, che si estraeva dalle cave di Porano e Castellonchio dei Monaldeschi. Fin dalla costruzione della facciata, nelle parti più alte, furono previsti doccioni in forma di animali. Nel 1536 "Magister Laurentius de Carraia" veniva pagato per aver realizzato otto doccioni con sembianze di animali nel pilastro destro. "...M. Laurentio Scarpellino pro uno mense et Xm diebus ut formaret octo animalia pro pilastro". 8Arch. Op. Duomo, Cam. 1530-36, c. 43, 21 gennaio 1536). La maggior parte dei doccioni in facciata andarono perduti quando il 10/12/1975 un fulmine danneggiò in maniera notevole (facendo crollare il pilastro destro e distruggendo due delle statue degli apostoli) e furono sostituiti dagli scalpellini al servizio di Giuseppe Valadier, architetto incaricato del restaurato (Cfr. Perizia dei danni cagionati dai fulmini...eseguita da Giuseppe Valadier, Arch. op. Duomo, B18)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente religioso cattolico
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1000059796
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio dell'Umbria
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio e per il patrimonio storico artistico ed etnoantropologico dell'Umbria
  • DATA DI COMPILAZIONE 1994
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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