Madonna con Bambino e Santi
dipinto
1348 - 1348
Maestro Ironico (attribuito)
attivo a Perugia tra 1320-1350
Affresco staccato e trasportato su tela
- OGGETTO dipinto
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MATERIA E TECNICA
intonaco/ pittura, distacco
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MISURE
Altezza: 208 cm
Larghezza: 172 cm
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ATTRIBUZIONI
Maestro Ironico (attribuito)
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Palazzo dei Priori
- LOCALIZZAZIONE Palazzo dei Priori
- INDIRIZZO Corso Pietro Vannucci, 19, Perugia (PG)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Fu staccato nel 1903 da Domenico Brizi da Santa Elisabetta alla Conca per interessamento dell'autorità statale che intese così preservarlo da sicura rovina, se fosse rimasto nella chiesa ormai diruta. Ricci (1909, p. 42) rende noto il nome del committente che oggi si legge in basso solo in modo frammentario: LAVRENTIVS PAOLI. Il dipinto viene pubblicato da Santi (1969, pp. 70-71 con bibliografia precedente) con l'attribuzione ad un pittore perugino della metà del XIV secolo, lo stesso cui ascriveva altri due affreschi (inv.700-705) di stessa provenienza. Boskovits (1973, pp.37-38 n.83) vi riconosce, come nel Miracolo delle Rose (inv. 670), il medesimo pittore della Maestà in San Matteo degli Armeni, che denomina Maestro del 1348 dalla data che vi si legge. Scarpellini (1980, pp.51-59) ritiene valido questo accostamento, pur rivedendo in parte il catalogo proposto da Boskovits, e lo amplia sotto il nome di Maestro Ironico (cfr. Fratini 1986, II, pp. 632-633). Todini (1989, I, p.350) torna ad attribuirlo ad ignoto perugino della prima metà del XIV secolo; con la stessa ascrizione è pubblicato da Abbozzo (1994, pp.135-136), pur accogliendo le ipotesi di catalogo precedentemente formulate da Scarpellini e Todini. In AS PG, Galleria Nazionale dell'Umbria, Archivio schede storiche di catalogo, 1890-1928, Opere d'Arte, b. 13, viene registrata come "Pittura ad affresco raffigurante la Vergine seduta in trono con Gesù bambino ritto sulle ginocchia e a detsra S. Antonio abbate. Sotto era l'iscrizione: Laurentius-Paolis A-D-M-CCCXXXXVIII, della quale iscrizione in caratteri gotici è ora leggibile solo il millesimo. L'artista è un modesto operaio poco esperto specialmente nel disegnare le mani e i piedi; pur tuttavia cerca con amore l'espressione dei volti, imitando la natura nelle tinte rosee e trasparenti. Misura m. 1,71x2,210, di scuola umbra del secolo XIV. N.° dell'inv.rio municipale 698, N.° d''ordine 25. In origine ornava la parete della sagrestia (di fronte all'ingresso) della chiesa di S. Elisabetta in Perugia; fu poscia distaccata e trasportata su tela metallica. Discreto, non subì la pittura restauro alcuno. E' di proprietà dello Stato, data in deposito alla Pinacoteca Comunale di Perugia il 22 Febbraio 1905, come risulta da verbale di consegna redatto in triplice copia e firmato dal Sindaco di perugia Conte Valentini e dall'Architetto Direttore dell'Ufficio Regionale per la conservazione dei monumento delle Marche e dell'Umbria Cav. Dante Viviani."
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente pubblico territoriale
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1000016714
- NUMERO D'INVENTARIO 698
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Galleria Nazionale dell'Umbria
- ENTE SCHEDATORE Galleria Nazionale dell'Umbria
- DATA DI COMPILAZIONE 1988
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2006
- ISCRIZIONI in basso - ...OLI AD MCCCXXXXVIII - capitale - a pennello - latino
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0