Bucefalus, et Alexander magnus, opus Phidiae. gruppo scultoreo con Dioscuro (veduta tergale)

stampa di riproduzione ante 1691 - 000

DIVINITÀ: Dioscuro. ANIMALI: cavallo. ARCHITETTURE FANTASTICHE

  • OGGETTO stampa di riproduzione
  • MATERIA E TECNICA carta/ bulino
  • ATTRIBUZIONI Cavalieri Giovanni Battista De' (1525-1601)
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Museo della Grafica di Pisa
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Lanfranchi
  • INDIRIZZO Lungarno Galilei, 9, Pisa (PI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La stampa rappresenta uno dei due Dioscuri in nudità eroica con i muscoli in tensione, mentre a lato il cavallo imbizzarrito si erge su due zampe, mostrando le sue poderose e sferiche natiche. La particolarità della scelta della visione tergale sottolinea le parti anatomiche del soggetto e la massa muscolare del cavallo. L'importanza dell'opera di Cavalieri come incisore non è insita nella qualità dell'incisione, che si caratterizza per una certa sommarietà del disegno, in particolar modo nella traduzione del rudere posto a basamento della scultura, o per la criniera del cavallo solo vagamente abbozzata, ma per la grande diffusione che l'opera ebbe in sé. Questa raffigurazione deriva da una delle statue facenti parte del gruppo scultoreo in Piazza del Quirinale, costituito da due figure maschili in nudità, ciascuna posizionata sul proprio basamento, e nell'atto di tenere tra le mani le briglie di un cavallo. Le sculture così come è possibile vederle oggi, sono state frutto di profondi rimaneggiamenti e le iscrizioni che campeggiano al centro dei due basamenti dei Dioscuri, “opus Phidiae” e “opus Praxitelis” non sono originali né antiche ma sarebbero state incise nel 1589 sotto la direzione di Domenico Fontana. Durante questo periodo infatti, le opere vennero restaurate e spostate nella collocazione attuale, aggiungendone i basamenti. Secondo alcuni documenti le le basi sarebbero opera di Lorenzo Bassani e Muzio Quarto, tuttavia è possibile che siano appartenenti a Luca Orfei, autore di diverse epigrafi realizzate a Roma sotto il papato di Sisto IV. Per quanto riguarda la provenienza dei Dioscuri dalle Terme di Caracalla, non tutta la critica è uniforme mentre sappiamo con certezza che i primi restauri avvennero a partire dalla seconda metà del XV sec. in seguito all'evidente stato di degrado delle statue. Nel 1552 le due sculture vennero identificate dall'agostiniano Onofrio Panvino nel suo manoscritto “Res Publica” come due raffigurazioni speculari di Alessandro Magno e del suo cavallo Bucefalo, secondo il racconto tramandato da Plutarco. Sempre da lui dunque venne avanzata l'ipotesi che le due statue erano state realizzate ad Alessandria e che fossero state trasportate a Roma durante l'età costantiniana. Questa identificazione di Alessandro Magno con il cavallo Bucefalo si conservò intatta fino al XVII secolo, momento nel quale cominciarono a venire annotate anche le proposte iconografiche dei Dioscuri, come da Donati e Perrier. L'immagine dell'opera, molto celebre a Roma, venne diffusa attraverso le stampe delle incisioni, le quali venivano poi pubblicate entro atlanti. Questa stampa in particolare, che oggi si presenta sciolta, faceva parte in origine della raccolta di Giovanni Battista de' Cavalieri "Antiquarum Statuarum Urbis Romae", il cui primo libro è anteriore al 1561, e riedita assieme ad altre stampe da Giovanni Giacomo De Rossi con il titolo "Insigniores Statuarum Urbis Romae Icones antiquitatis studiosis et virtutis amantibus" sulla base di una precedente edizione di Giovanni Domenico De Rossi. Il nome e l'anno di edizione di quest'ultimo però (1645) vennero abrasi a favore del proprio. L'opera è da datarsi prima del 1691 in quanto anno di morte di Giovanni Giacomo De Rossi. Presso l'Istituto Centrale per la Grafica è conservata inoltre una matrice datata alla seconda metà del XVI sec., e riportata nel database come opera di anonimo, proveniente dalla stamperia De Rossi e riportante il titolo proprio "Bucefalus, et Alexander Magnus. Opus Phidiae" con numero 66
  • TIPOLOGIA SCHEDA Stampe
  • CONDIZIONE GIURIDICA detenzione Ente pubblico non territoriale
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0901401376
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Pisa e Livorno
  • ENTE SCHEDATORE Università di Pisa
  • ISCRIZIONI in basso - Bucefalus, et Alexander Magnus, opus Phidiae -
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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