porte-enfant - manifattura italiana (inizio sec. XX)

porte-enfant 1900-1910

Porte-enfant in Piquè operato e mollettato e balza di San Gallo meccanico fettuccia di cotone. L' esemplare ha la caratteristica forma rotondeggiante nella parte superiore e gli angoli squadrati nella parte inferiore. E' costituito da una rovescia che si può aprire e chiudere per inserire il bambino. Sopra di essa due pannelli di forma triangolari eseguiti con lo stesso tessuto e rifiniti da alti bordi di San Gallo meccanico, uguale a quello usato nelle balze di rifinitura arricciate agli orli.. Nella parte interna lacci da annodare in un fiocco.Il piquè è operato con un motivo in diagonale di barrette tangenti a creare una griglia su tutta la superficie uguale all'esemplare Inv. Stoffe 11899. La rifinitura di San Gallo presenta una greca con motivi traforati in diagonale,all'interno della quale sono decori floreali ricamati in rilievo

  • OGGETTO porte-enfant
  • MATERIA E TECNICA filo di cotone/ merletto meccanico Sangallo
    cotone/ opera
  • MISURE Lunghezza: 76 cm
    Larghezza: 53 cm
  • AMBITO CULTURALE Manifattura Italiana
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Museo di Palazzo Davanzati
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Davanzati
  • INDIRIZZO Via Porta Rossa, 13, 15, Firenze (FI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE L'esemplare presenta una leggera imbottitura che lo rende adatto alle stagioni più fredde e è eseguito con lo stesso tessuto dell'esemplare in collezione Inv: stoffe 11899. Il materiale di San Gallo, noto anche con il termine di Swiss embroidery, era prodotto in Svizzera fin dalla metà del XIX secolo. E' là che vengono a perfezionarsi, tramite progressive ricerche, le macchine in grado di produrre a macchina le imitazioni dei trafori e dei punti ad ago. I motivi alternano sempre parti traforate e ricamate, presentando piccoli disegni, disposti nelle composizioni più varie, simili come effetto alla broderie anglaise, di moda nella I metà del XIX secolo. Il porte-enfant è un accessorio ricordato con sempre maggior frequenza nelle riviste femminili dal 1870 in poi. Chiamato dapprima cuscino poi con il termine francese, era uno dei capi del corredo cui si dava più importanza, proprio perché maggiormente visibile nella cerimonia del battesimo, ma anche nelle uscite del neonato. Veniva usata fino a che il bambino era fasciato ed eseguito con materiali più o meno eleganti a seconda della circostanza, talvolta anche fatto in pendant con il camicino ( La moda illustrata,a.III, n.25, 21 giugno 1888). La forma rimane pressoché invariata, anche se talvolta si tentano audaci innovazioni creando una busta da chiudere con nastri. (cfr. esemplare in collezione Inv: Stoffe 11898) Molteplici possono essere i materiali e le rifiniture, che tuttavia tra la fine del XIX secolo e gli inizi del nuovo, sono sempre più spesso meccaniche, affermandosi in modo sempre più consistente la ricerca di praticità nei corredi infantili. Il suo uso verrà a diminuire con l'abbandono progressivo della fasciatura, oltre che con diffusione della carrozzina nell'ultimo quarto del XIX secolo,e di tutto il proprio corredo ad essa necessario
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900747143
  • NUMERO D'INVENTARIO Stoffe 11902
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA I Musei del Bargello - Museo di Palazzo Davanzati
  • ENTE SCHEDATORE I Musei del Bargello - Museo di Palazzo Davanzati
  • DATA DI COMPILAZIONE 2012
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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