reliquiario - a vaso - bottega toscana (terzo quarto sec. XVIII)
reliquiario a vaso
1750 - 1774
Reliquiario a vaso in vetro soffiato. Piede circolare, corpo ad anfora con due piccole anse a ricciolo, orlo svasato, coperchio a cupola ribassata, dotato di due piccole anse ad occhiello in corrispondenza delle anse del vaso per la sigillatura del reliquiario tramite nastri. Quattro strisce di lamina metallica dorata, con decorazione a cerchi impressa, profilano rispettivamente il raccordo del piede, il corpo, il collo e la superficie inferiore del coperchio. Cartiglio con profilo a volute in carta ritagliata applicato sul corpo del vaso
- OGGETTO reliquiario a vaso
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MATERIA E TECNICA
Carta bianca
metallo/ laminazione/ doratura
STOFFA
vetro/ soffiatura
- AMBITO CULTURALE Bottega Toscana
- LOCALIZZAZIONE Firenze (FI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Il reliquiario, attualmente conservato sull'ultimo ripiano di una vetrina chiusa a chiave, è stato ispezionato solo attraverso il vetro. Fa parte del gruppo di reliquiari sopravvissuti alle dispersioni del prezioso patrimonio della Certosa di Firenze, a seguito delle soppressioni degli ordini religiosi. Come documentato dai pagamenti e dagli inventari (pubblicati da Leoncini, 1984), la Certosa possedeva infatti molti altri esemplari di notevole pregio artistico. Quello in esame, di semplice fattura ed impreziosito da strisce metalliche dorate, deriva, per alcuni dettagli in particolare (anse), da esemplari di vetri trasparenti (reliquiari e tazze), lavorati alla 'façon de venise', già diffusi in toscana nel XVII secolo (cfr. Laghi, 1994). Alcune tazze con minute anse a ricciolo della stessa tipologia in esame sono inoltre riscontrabili in alcuni disegni della 'Bichierografia' di Giovanni Maggi. Tuttavia il carattere della lavorazione e la materia vitrea, il corpo ad anfora di gusto antiquario, le decorazioni metalliche e ragioni storiche permettono di datare con sicurezza l'oggetto al '700 avanzato. Le ceneri conservate al suo interno, appartenenti al beato bolognese Niccolò Albergati (1373-1443), sono quello che resta probabilmente della traslazione settecentesca del suo corpo, sepolto presso la certosa fiorentina, avvenuta dopo la sua canonizzazione (1744) da parte di Benedetto XIV (Zanotti, 1757). Con ogni probabilità dopo quella data fu approntato un reliquiario per conservare i resti polverizzati delle vesti e di altri ornamenti, poichè lo scheletro, ancora intatto, è attualmente deposto in una teca sotto l'altare a lui dedicato nella cappella dei conversi della Certosa. Nella Certosa fiorentina va segnalata la presenza di un altro reliquiario a cassetta, risalente alla stessa epoca, contenente ugualmente le ceneri di Niccolò Albergati (Cappella delle Reliquie, armadio)
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Stato
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900747080
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della citta' di Firenze
- DATA DI COMPILAZIONE 2012
- ISCRIZIONI al centro del vaso, sul cartiglio - EX CINERIBVS/ B.NICOLAI ALBER-/GATI - lettere capitali - a penna - latino
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0