balza - manifattura italiana (primo quarto sec. XX)
La striscia di lino ha forma lunga e stretta e nella parte inferiore è rifinita da un'ampia balza di buratto ricamato a punto tela e rammendo. La balza presenta una serie di motivi, disposti, per tutta la superficie, orizzontalmente in successione regolare, alcuni dei quali ripetuti : il primo decoro è il pavone, seguito dal castello, da una donna con le braccia sui fianchi, da una nave, poi torna la pavoncella con un cervo, seguito dall'aquila e di nuovo dal pavone, seguito dal castello, dalla donna, dalla nave. La composizione chiude con una pavoncella. I motivi, tutti fortemente stilizzati e geometrici, sono disposti sulla rete a maglie quadrate, eseguita a telaio e dunque senza i nodi. Lo spazio tra una figura e l'altra e quello intorno alle figure stesse è riempito dagli stessi motivi in dimensioni ridotte, o da altri figurati, in modo che la rete di fondo è appena visibile. Il disegno è delimitato, in alto e in basso da due bordi, uguali nelle dimensioni e nel disegno, con due grifoni affrontati. La balza è decorata all'estremità da una rifinitura di frange
- OGGETTO balza
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MATERIA E TECNICA
filo di lino/ lavorazione a buratto
Tela
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MISURE
Altezza: 75 cm
Lunghezza: 370 cm
- AMBITO CULTURALE Manifattura Italiana
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Museo di Palazzo Davanzati
- LOCALIZZAZIONE Palazzo Davanzati
- INDIRIZZO Via Porta Rossa, 13, 15, Firenze (FI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Il pezzo documenta la ripresa di questa antica tecnica nel clima storicistico che si instaura nell' Ottocento e permane fino al primo quarto del Novecentesco. E' allora che sorsero aree produttive in Toscana o in Brianza, in particolare a Canonica, nei laboratori aperti nel 1904 per iniziativa della Contessa Lavinia Taverna, specializzati nei filet o nei buratti di antica tradizione ( Le industrie Femminili, Milano, 1905, p. 36). L'esemplare, accostabile alla produzione degli anni Venti, è documentato nel campionario della Ditta Ceccherini dell'Antella, dove è riscontrabile una simile interpretazione di motivi di gusto medievale (G. Giannelli, L'industria domestica del Buratto nel Comune di Bagno a Ripoli e dintorni, In La Tradizione del Buratto all'Antella, Firenze, 1989, p. 11). L'antico lavoro si diffuse nel Cinquecento, come testimonia la pubblicazione nel 1530 di uno specifico libro di modelli di Alessandro Paganino, Il Burato, libro dei ricami, nel quali erano presenti numerosi disegni geometri e figurati, che hanno continuato ad essere realizzati anche nei secoli successivi. Il pezzo, acquistato da una casa d'aste inglese, documenta la grande diffusione dei manufatti italiani nei mercati europei, dove erano conosciuti grazie alle esposizioni, nazionali ed internazionali
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Stato
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900644354
- NUMERO D'INVENTARIO Stoffe 1518
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA I Musei del Bargello - Museo di Palazzo Davanzati
- ENTE SCHEDATORE I Musei del Bargello - Museo di Palazzo Davanzati
- DATA DI COMPILAZIONE 2007
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0