altare, elemento d'insieme - bottega senese (sec. XVI)
altare
post 1578 - post 1578
altare a parete con mensa poggiante su due sostegni a voluta, delimitato da due colonne liscie con capitello corinzio impostate su alto zoccolo quadrangolare, sorregenti un cornicione in aggetto, sormontato da un timpano curvilineo spezzato. Al centro di questo si colloca una edicola con tetto a salienti curvilinei decorata ai lati da festoni e volute. Sul prospetto dell'edicola si apre una specchiatura ovale con cornice modanata
- OGGETTO altare
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MATERIA E TECNICA
travertino/ scultura
- AMBITO CULTURALE Bottega Senese
- LOCALIZZAZIONE MONTEPULCIANO (SI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE L'altare, come recitano le iscrizioni incise sulle due lapidi murate sulla parete, fu di patronato della nobile famiglia poliziana Fanti e fu oggetto di un privilegio pontificio concesso da papa Gregorio XIII (1572-1585) nel 1578, confermato succesivamente con Decreto di Benedetto XIII (1724-1730) nel 1726 e con Breve di Benedetto XIV (1740-1758) nel 1751. Esso infatti fu concesso dal cardinale Ugo Boncompagni, futuro papa col nome di Gregorio XIII a Francesco Fanti (1530-1610), nominato nella lapide superiore, noto membro di questa famiglia, ricordato nelle fonti manoscritte come "cameriere segreto" del pontefice e onorato dal Granduca di Toscana Ferdinando I della cittadinanza fiorentina (Biblioteca Comunale di Montepulciano: "Notizie genealogiche e storiche appartenenti a varie famiglie Poliziane", 1841, Coll. Manoscritti, n. 24; "Historia de Santi e Famiglie di Montepulciano", tomo 40, metà del XVII secolo, Coll. Manoscritti n. 1, cc. 26, 27). Anche il Parigi (A. Parigi, "Notizie del Cardinale Roberto Nobili degli altri illustri poliziani e della città di Montepulciano", Arnaldo Forni Editore 1974, rist. anast. della edizione del 1836, Tipografia di Angiolo Fumi, p. 126) accenna a questo personaggio vissuto nel XVI secolo e riporta una importante iscrizione funebre esistente nella Chiesa di S. Agnese a Montepulciano dedicata a Francesco Fanti - figlio di Bernardino - nell'anno 1610 dai nipoti Francesco e Ugo Fanti. Un altro personaggio poliziano viene citato nella lapide superiore relativa a questo altare, un certo cavaliere poliziano Mancini. Sempre il Parigi (pp. 106-108) ricorda alcuni esponenti di questa famiglia vissuti tra il XVI e il XVII secolo: Jacopo Mancini, insigne letterato, il figlio Monsignor Lelio Mancini, insegnante all'Università di Pisa e a quella di Padova e Bartolomeo Mancini (1544-1617) teologo e anch'egli insegnante all'Università di Pisa. Nella stessa chiesa di S. Francesco sulla parete d'ingresso,sono murate due iscrizioni funebri, una dedicata da Lelio Mancini nel 1666 ai genitori Jacopo e Angelica (vedi scheda n. cat. gen. 0900548837), l'altra, del 1617, relativa a Bartolomeo Mancini (vedi scheda n. cat. gen. 0900548836). L'altare presenta una struttura a edicola barocca, con timpano spezzato su colonne corinzie e fastigio centrale, secondo il modello diffuso a Siena fin dai primi anni del Seicento dall'architetto Flaminio del Turco, comune a tutti gli altari della navata e del transetto della chiesa di San Francesco, stilisticamente riconducibili al XVII secolo fatta eccezione per il secondo altare a sinistra, dedicato a San Roberto Bellarmino e ricostruito per volontà di Aloisio Contucci nel 1744. Per le notizie storiche e costruttive relative al complesso monastico di San Francesco consultare la scheda n. cat. gen. 0900548826
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente religioso cattolico
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900548849
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Siena e Grosseto
- ISCRIZIONI al centro del cornicione - ALTARE PRIVILEGIATUM / PERPETUUM - lettere capitali -
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0