motivi decorativi a volute

lapide documentaria

lapide di formato rettangolare recante memoria incisa, circondata da una cornice modanata decorata negli angoli superiori con un motivo a stella a sei punte, fiancheggiata e coronata da volute a esse

  • OGGETTO lapide documentaria
  • MATERIA E TECNICA marmo di Carrara/ incisione/ pittura
    stucco/ modellatura
  • AMBITO CULTURALE Manifattura Senese
  • LOCALIZZAZIONE MONTEPULCIANO (SI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Due lapidi murate sulla parete a fianco del secondo altare a destra dellaChiesa di San Francesco ci forniscono informazioni importanti relative alla storia dell'altare di patronato della nobile famiglia poliziana Fanti. La prima iscrizione incisa sulla lastra superiore documenta un privilegio pontificio concesso da papa Gregorio XIII (1572-1585) nel 1578, grazie alle suppliche rivolte da Francesco Fanti (1530-1610), ricordato nelle fonti manoscritte come "cameriere segreto" del Cardinale Ugo Boncompagni, futuro pontefice col nome di Gregorio XIII (Biblioteca Comunale di Montepulciano: "Notizie genealogiche e storiche appartenenti a varie famiglie poliziane", 1841, Collezione Manoscritti, n. 24; "Historia de Santi e Famiglie di Montepulciano", tomo 40, metà del XVII secolo, Collezione Manoscritti n. 1, cc. 36, 27). Nella Chiesa di Sant'Agnese a Montepulciano una lapide funebre datata 1610 ricorda ancora Francesco di Bernardino Fanti e i meriti acquisiti durante la sua vita (A. Parigi, "Notizie del Cardinale Roberto Nobili degli altri illustri poliziani e della città di Montepulciano", Arnaldo Forni Editore, 1974, rist. anast. dell'edizione stampata dalla tipografia di Angiolo Fumi, Montepulciano 1836, p. 126, n. 202). Un altro personaggio viene citato nella lapide della chiesa di San Francesco, un certo cavaliere poliziano Mancini. Il Parigi nel XIX secolo (pp.106, 108) ricorda alcuni esponenti di questa famiglia vissuti tra il XVI e il XVII secolo: Jacopo Mancini, insigne letterato, il figlio Monsignor Lelio Mancini, insegnante all'Università di Pisa e a quella di Padova e Bartolomeo Mancini (1544-1617) teologo e anch'egli insegnante all'Università di Pisa. Nella stessa chiesa di San Francesco, sulla parete d'ingresso sono murate due iscrizioni funebri: una dedicata da Lelio Mancini nel 1666 ai genitori Jacopo e Angelica (vedi scheda n. cat. gen. 0900548837), l'altra del 1617 relativa a Bartolomeo Mancini (scheda n. cat. gen. 0900548836). La seconda lapide murata nella parete a fianco del secondo altare a destra, ricorda la conferma del privilegio pontificio concesso con Decreto di Benedetto XIII (1724-1730) nel 1726 e con Breve di Benedetto XIV (1740-1758) nel 1751
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900535730
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo
  • ISCRIZIONI a tutto campo - ALTARE PRIVILEGIATUM PRO DEFUNCTIS / CONCESSUM A GREG(ORIO) XIII P(ONTIFICE) M(AXIMO) / ANNO SALUTIS MDLXXIII / SUPPLIC(IBUS) FRANC(ISCO) FANTIO P(...) EIUS INT(ER) CUBIC(...) / EQUES POLITIANUS MANCINUS M(...) P(...) C(...) P(...) - lettere capitali - a solchi - latino
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

ALTRE OPERE DELLA STESSA CITTA'

ALTRE OPERE DELLO STESSO AMBITO CULTURALE