capitello, serie - ambito toscano (sec. XVII)
capitello
Capitello
- OGGETTO capitello
- AMBITO CULTURALE Ambito Toscano
- LOCALIZZAZIONE MONTEPULCIANO (SI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Il chiostro monumentale del convento di S. Agnese, così come oggi lo vediamo, venne costruito a più riprese tra il XVI e il XVIII secolo, con eleganti colonne di travertino e capitelli che sorreggono archi a tutto sesto incrociantisi a vela a formare una galleria di quattro lati, ciascuno dei quali è scandito da sette archi e otto colonne. L'antico e piccolo chiostro dei tempi della Santa, di cui parla la "Legenda" del B. Raimondo da Capua, venne infatti sostituito dal chiostro attuale, le cui varie fasi costruttive restano documentate in un libro di memorie del Convento di S. Agnese di Montepulciano, redatto tra il 1718 e il 1783 e conservato presso l'Archivio di Stato di Firenze. La parte più antica del chiostro è formata dall'ala ovest e dall'ala nord che, stando alle fonti archivistiche, vennero edificate a varie riprese tra il 1532 e il 1534. Le cronache riportano infatti la costruzione di due colonnate di chiostro che sono quelle lungo la chiesa; gli stessi annali ricordano che nel 1534 "...si tirò avanti tutta l'ala del chiostro lungo l'andito (della sagrestia) con le colonne di travertino e fabbricate sopra le camere." Nel 1575 le due ali del chiostro erano comunque terminate poichè in quest'anno "...Il Convento cominciò ad intonacare la parte del Chiostro lungo la Chiesa e quella lungo il refettorio...". I due successivi lati del chiostro, che sono quelli situati ad est e a sud, furono eseguiti successivamente tra il 1617 e il 1632, anno in cui le cronache dichiarano la fine dei lavori, anche se le colonne del chiostro furono totalmente compiute solamente nel 1756. Nel chiostro di S. Agnese viene impiegato per lo più un tipo di capitello ispirato all'ordine ionico, che risulta assai diffuso in area fiorentina fin dalla prima metà del XV secolo, soprattutto nelle costruzioni monastiche in quanto rispondente ad un'esigenza di semplicità formale. In area senese possiamo citare il chiostro dei monaci e quello dei conversi nella Certosa di Pontignano, mentre in area fiorentina si ricordano a titolo esemplificativo la cappella Barbadori in S. Felicita, il chiostro degli Aranci della Badia Fiorentina, la Biblioteca di S. Marco. Il capitello in esame si ripete sulle prime tre colonne
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900466131
- DATA DI COMPILAZIONE 1995
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2006
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0