violoncello - scuola italiana settentrionale (prima metà sec. XIX)
violoncello
Tavola in due pezzi di Abete. Fondo in due pezzi di Acero marezzato; all'interno tutta la commettitura mediana è rinforzata per mezzo di numerosi tassellini di legno. Tavola e fondo filettati a tre fili. Fasce di Acero marezzato. Manico e testa di Acero (non innestata). La tastiera e la cordiera, entrambe di Ebano, verosimilmente sono quelle rifatte da Gaetano Piattellini nel 1845. Piroli di Palissandro. Cordiera di Ebano. Staffa di filo metallico ritorto. Bottone di legno con puntale estraibile di metallo. Capotasto superiore e inferiore di Ebano. Ponticello moderno marcato C. BISIACH FIRENZE. Vernice di colore bruno. La tavola e le fasce presentano diverse spaccature profonde. Il cartello è palesemente falso
- OGGETTO violoncello
- AMBITO CULTURALE Scuola Italiana Settentrionale
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ALTRE ATTRIBUZIONI
Antonio Stradivari
Scuola Antica Bolognese
Ferdinando Gagliano
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Galleria dell'Accademia
- LOCALIZZAZIONE Monastero di S. Niccolò di Cafaggio (ex)
- INDIRIZZO Via Ricasoli, 58/60, Firenze (FI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE La presenza presso la corte granducale di Toscana del violoncello con falso cartello Stradivari, in seguito attribuito a Ferdinando Gagliano, è documentata con certezza solo a partire dal 1819: "Uno detto [violoncello] fatto dal suddetto [Stradivari]" (Archivio di Stato di Firenze, Imperiale e Real Corte Lorenese 4699, Inventario di Palazzo Pitti, 18-12-1819, c. 100r). I conti di Arcangelo Bimbi tra il 1823 e il 1829 illustrano interventi praticati su due violoncelli definiti Amati, uno dei quali è il n. 33 dell'inventario del 1988 del Conservatorio L. Cherubini e l'altro corrisponde allo strumento in esame. Si riportano le voci dei conti del 1826 e 1827:" Per avere restaurato un violoncello d'Amati, e rimesso in corde [L] 10 / Per altro violoncello simile d'Amati, raccomodato diversi tarli, e rotture, e rimesso in corde [L] 16 /" (ASF, IRC 3987, Conti della Guardaroba, 02-08-1826, n. 323, c. 1r-v); "Per avere restaurato un violoncello di Amati e rimesso in corde [L] 14 / Per un altro violoncello di Amati tarlato e raccomodato in diversi luoghi, e rimesso diversi pezzi, e ridato la vernice [L] 16" (ASF, IRC 3991, Conti della Guardaroba, 22-12-1827, n. 17-581, c. 1r-v). Lo strumento in esame è il primo elencato nei conti e sembra ricevere interventi di normale manutenzione, mentre l'altro violoncello abbisogna di maggiori cure. Quest'ultimo è l'autentico Amati del 1660, mentre il nostro strumento risulta essere uno Stradivari nelle voci d'inventario e un Amati nei conti. Nel 1829 è infatti descritto nel modo seguente: "Un violoncello d'Antonio Stradivari cremonese fatto nell'anno 1660 entro a cassa d'albero tinta verde, e foderata di frustagno" (ASF, IRC 4707, Inventario di Palazzo Pitti, 30-06-1829, p. 197). Nel 1845 il liutaio Gaetano Piattellini effettua il rifacimento della sovrastruttura, citando per la prima volta nei conti il cartello di Stradivari: "Al violoncello piccolo con cartello di Stradivari rifatta una cordiera d'ebano sodo [L] 10 - - / Al medesimo fatta la tastiera simile [L] 20 - - / Al med[esim]o fatto il pirone che tiene la cordiera, di giuggolo [L] 1.13.2 / Al sud[dett]o rifatta la staffa di corda da contrabbasso alla cordiera [L] 2 - - / Per il d[ett]o violoncello tutte le corde nuove [L] 3.6.8" (ASF, IRC 4080, Giustificazioni della Guardaroba, aprile 1845, n. 198, c. 1r-v). L'annotazione inventariale del 1846 (ASF, IRC 4725, Inventario di Palazzo Pitti, 21-08-1846, c. 227r) è identica a quella del 1829. L'inventario di consegna al R. Istituto Musicale (10-03-1863) dichiara falso il cartello e propone una nuova attribuzione: "3764 Un violoncello della scuola antica bolognese che porta falsamente l'etichetta Antonio Stradivari di Cremona, costruito nel 1660. E' posto con l'arco entro astuccio di albero tinto da chiudersi a chiave foderato internamente di flanella verde"; stima L. 50. L'attribuzione a Ferdinando Gagliano è stata avanzata più tardi da Leto Bargagna (Bargagna L. s.d. [ma 1911]). L'impossibilità di accertare la presenza di questo strumento presso la corte granducale nel secolo XVIII previene la formazione di qualsiasi ipotesi documentaria in merito all'attribuzione
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900347911
- NUMERO D'INVENTARIO 36
- DATA DI COMPILAZIONE 1999
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2001
- ISCRIZIONI cartello incollato sul lato interno del fondo - Antonius Stradivarii fecit in/ Cremona anno Domini 166 [l'ultima cifra 0 è aggiunta a penna] - corsivo - a impressione - latino
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0