violino di Gragnani Antonio (sec. XVIII)
violino
Gragnani Antonio (notizie 1741-1791)
notizie 1741-1791
Tavola in due pezzi di abete. Fondo in un pezzo di acero marezzato; il fondo è assicurato al tallone del manico per mezzo di un chiodino di fissaggio in legno infisso nella nocetta. Fasce in acero. Tavola e fondo filettato a tre fili. Manico e testa ricavati da un unico pezzo di acero. Nella scatola dei piroli un quinto foro in alto è stato richiuso. Tastiera di ebano. Piroli e cordiera di fattura moderna, di ebano con semplici decorazioni in madreperla intarsiate. Staffa di filo metallico ritorto. Bottone di ebano. Capotasto superiore e inferiore di ebano. Vernice di colore giallo oro
- OGGETTO violino
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ATTRIBUZIONI
Gragnani Antonio (notizie 1741-1791): costruttore
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ALTRE ATTRIBUZIONI
Amati Nicolò
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Galleria dell'Accademia
- LOCALIZZAZIONE Monastero di S. Niccolò di Cafaggio (ex)
- INDIRIZZO Via Ricasoli, 58/60, Firenze (FI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Il violino è menzionato per la prima volta nell'inventario della corte Toscana del 1819 con attribuzione a Nicolò Amati (fa fede la continuità dei numeri d'inventario fino alla consegna al R. Istituto Musicale di Firenze): "Un detto [violino] di Niccola Amati, con cassa simile [d'albero]" (A.S.F., Imperiale e Real Corte Lorenese 4699, Inventario di Palazzo Pitti, 18/12/1819, c. 100r). Nei conti di Arcangelo Bimbi degli anni 1823-1829 è impossibile distinguere questo violino da quello Amati del 1612 (n.2 dell'inventario del Conservatorio L. Cherubini, oggi ritenuto autentico). Si veda per esempio il conto del 1828:"Per altri due [violini] di Amati restaurati in diverse rotture sul coperchio, ripuliti, e rincordati e rimesso le setole [L]10" (ASF, IRC 3995, Giustificazioni della Guardaroba, 20/10/1828, n. 478-12, c. 1r-v). Gli interventi praticati sui due strumenti corrispondono a importi modesti ehanno carattere manutentivo. Nel 1829 lo strumento in esame si trova in un'unica cassa coll'Amati del 1662 ed è descritto nel modo seguente:"Uno detto [violino] come sopra esistente nella preaccennata cassa [di ciliegio foderata di pelle turchina]" (ASF, IRC 4707, Inventario di Palazzo Pitti, 1846, c. 167r). Soltanto nell'inventario di consegna al R. Istituto Musicale, redatto il 10/03/1863 (trascritto in Gai V. 1969, pp. 33-38), emerge l'attribuzione a Gragnani:"3757 Un violino di Gragnani di Livorno che porta falsamente l'etichetta di Niccola Amati. E' riunito con l'arco nel medesimo astuccio del violino precedente di n. 3756"; lo strumento è stimato L.30. Non sono stati finora rinvenuti documenti che confermino un rapporto tra Antonio Gragnani e la corte. Esiste un conto di Giovanni Gragnani di Livorno del 1833 per la costruzione di tre archetti da violoncello (ASF, IRC 4018, Conti della Guardaroba generale, ottobre 1833, n. 525). Il violoncellista Giovanni Battisti Gragnani nel 1820 fa parte della cappella di corte ed è citato nel 1825-1827 nei conti per la musica (ASF, IRC 2569, Conti della Real Casa, 1820, n. 264-20, n.1,2,3,4; ASF IRC 1456, Repertorio dei musicisti della corte, 1825, fasc. I). E' possibile che lo strumento sia stato incluso nella collezione come raddoppio dell'autentico violino Amati e per questa ragione venga indicato come "copia" di esso: il cartello incompleto e leggermente difforme da quello presente sull'originale potrebbe indicare proprio la deliberata flasificazione. In effetti i due strumenti non sono molto somiglianti. Dalle analisi di laboratorio in corso potranno emergere ulteriori elementi a favore o in contrario all'attuale attribuzione
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900347899
- NUMERO D'INVENTARIO 3757
- DATA DI COMPILAZIONE 1999
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2001
- ISCRIZIONI cartello incollato sul lato interno del fondo - Nicolaus Amatus Cremonen Hiernymi/ Filii ac Antonii Nepos fecit 16 - altobasso - a impressione - latino
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0