violino - ambito padano (metà sec. XVII)

violino

Tavola di abete a venatura media; in basso due aggiunte laterali di abete a venatura più fine. Fondo in un pezzo di acero leggermente marezzato, anc orato con due chiodini di fissaggio in legno in corrispondenza degli zocch etti superiore e inferiore. Fasce di acero leggermente marezzato. Tavola e fondo filettati a tre fili. La voluta in acero è scolpita in modo non per fettamente simmetrico. Il manico, apparentemente originale e non innestato , è stato riadattato inserendo spessori in corrispondenza della nocetta e delle fasce ed è assicurato alla cassa per mezzo di un chiodino di fissagg io in legno nella nocetta. La tastiera di ebano è di fattura moderna, come la cordiera, dotata di due tiracantini, i piroli con semplici decorazioni intarsiate in madreperla, il ponticello (marcato con un punzone C.BISIACH -FIRENZE) e il bottone in alluminio con foro passante, probabilmente ideat o per assicurare il posizionamento verticale dello strumento in esposizion e. Capotasto inferiore in ebano di fattura antica. La vernice, di colore b runo-giallo, denuncia vistosi ritocchi, in particolare sulla tavola, stoma co e area circostante, dove è stata stesa una vernice bruna, e sulle fasce ; la vernice sulla tavola reca in basso a destra l'impronta di mentoniera; (continua in AN)

  • OGGETTO violino
  • AMBITO CULTURALE Ambito Padano
  • ALTRE ATTRIBUZIONI Ruggeri Francesco
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Galleria dell'Accademia
  • LOCALIZZAZIONE Monastero di S. Niccolò di Cafaggio (ex)
  • INDIRIZZO Via Ricasoli, 58/60, Firenze (FI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Alla luce della documentazione disponibile il violino ascritto a Francesco Rugeri (liutaio cremonese attivo dal 1645 al 1700 e allievo di Nicola Ama ti) è da ritenersi un acquisto ottocentesco della corte granducale di Toscana. Si confronti un'annotazione inventariale del 1804 (che forse non si r iferisce allo stesso strumento): 'una viola dell'autore=Francesco Ruggeri a forma del cartello, ma che sembra di un autore di Pesaro' (Archivio di S tato di Firenze Imperiale e Real Corte Lorenese 4356, Inventario de magazz ini, 25/09/1804, p. 378). Nello stesso inventario lo strumento risulta pro venire 'da S. E. Ventura'. Nel 1805 la viola è consegnata a Pietro del Po ggio (ASF, IRC 3368, Inventario a capi, 20/09/1805, c. 29d). Il violino ch e si conserva è registrato sicuramente a partire dal 1819 (fa fede la cont inuità dei numeri d'inventario fino alla consegna al R. Istituto Musicale di Firenze): 'Un violino di Fran[ces]co Rugier, con cassa d'albero (ASF, I RC 4699, Inventario a capi di Palazzo Pitti, 18/12/1819,c. 100r). Tra il 1 823 e il 1843 i liutai Arcangelo Bimbi e Gaetano Piattellini intervengono esclusivamente con operazioni di ordinaria manutenzione, come suggerisce l a scarsa entità dei compensi pretesi; si cita come esempio la seguente voc e di un conto di Arcangelo Bimbi: "per altri n. 2 violini che uno di Strad ivari e uno di Ruggiero, e aver rifatto le staffe, rincordati e ripuliti [ L] 6 --/ per aver lasciato più, e diverse corde p[er] i med[esim]i violini , e un panetto di pescia [L] 4.6.8" (ASF; IRC 3987, Conti della Guardaroba , 02/08/1826, n. 323, c. 1r ). Segue la registrazione inventariale del 182 9: "Un violino di Francesco Rugier detto il Per di Cremona fatto l'anno 16 05 [sic] esiste dentro a cassa d'albero tinta foderata di frustagno verde e arco di verzino scannellato" (ASF; IRC 4707, Inventario di Palazzo Pitti , 30/06/1829, p. 197). Del tutto simile è la registrazione del 1846 (ASF, IRC 4715, Inventario di Palazzo Pitti, 1846, c. 167r). Nell'inventario di consegna al R. Istituto Musicale (10/03/1863; trascritto in Gai V. 1969. p p.33-38) lo strumento, stimato L. 1.000. è così descritto: "3758 Un violin o di Francesco Rugier di Cremona costruito nel 1605 [sic]. E' posto con l' arco entro un astuccio di legno tinto da chiudersi a chiave, foderato inte rnamentedi panno di lana verde". L'attribuzione di questo esemplare a Ruge ri è stata generalmente accettata, pur con certe perplessità, da diversi e sperti (Gai V. 1969, p. 98). Secondo Leonardo Pinzauti (Pinzauti 1981, p. 29) si tratterebbe di un'opera giovanile: a ciò si potrebbe attribuire il fatto 2 che egli si sia servito per il paino armonico diuna tavola di abet e alla quale è stato costretto ad incollare, nella parte inferiore, due gi unte di venatura più fitta a chiaramente evidenti", considerazione alla qu ale si potrebbe aggiungere l'approssimativa fattura del ricciolo. L'ingres so tardo dello strumento nella collezione granducale, assieme ai difetti s egnalati, di fatto rendono incerta l'attribuzione. Altre verifiche potrann o essere effettuate sulla base dei risultati delle analisi scientifiche at tualmente in corso. Per ulteriori dettagli riguardanti la documentazione a rchivistica si consulti Montanari G. 1999
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900347896
  • NUMERO D'INVENTARIO n. 1
  • DATA DI COMPILAZIONE 1999
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2001
  • ISCRIZIONI etichetta incollata sul lato interno del fondo - N.P - corsivo - a impressione - italiano aulico
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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