reliquiario a capsula post 1685 - ante 1781

Il reliquiario a medaglione è composto da una teca ovale chiusa anteriormente e posteriormente da cristalli. E' dotato di piccolo piede a sezione circolare, di cornici modanate e di un anello di sospensione alla sommità. La teca, decorata da modanature e filettature, ospita tutt'intorno un'iscrizione esplicativa del contenuto. La reliquia all'interno della teca è fermata da una montatura in argento costituita da quattro griffe a forma di foglia stilizzata uscenti da un sostegno a balaustro. Sotto il piede un sigillo ecclesiastico in ceralacca rosso blocca un filo d'argento che, passando attraverso piccoli fori, blocca l'apertura dei cristalli

  • OGGETTO reliquiario a capsula
  • MATERIA E TECNICA argento/ tornitura/ incisione/ sbalzo
    cristallo/ molatura
  • AMBITO CULTURALE Bottega Fiorentina
  • LOCALIZZAZIONE Firenze (FI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il piccolo reliquiario a capsula può rientrare sia nella tipologia a medaglione sia in quella a ostensorio in quanto è dotato sia di un anello di sospensione, che permette di portarlo appeso al collo, sia di un piccolo piede per l'appoggio su un piano. Non è documentato in alcun inventario della cattedrale perchè quasi certamente appartiene al Capitolo: lì infatti era consevato nel 1992, quando fu spostato in duomo e riposto nell'Arca bronzea di San Zanobi dove sono conservate altre reliquie del santo. Bicchi e Ciandella ipotizzano che la reliquia sia uno dei tre frammenti prelevati dai resti del santo presule per essere donati a "importanti personaggi" nel corso della traslazione del 1685 (cfr. Bicchi Ciandella). La montatura dovrebbe dunque essere posteriore a questa data, ma non di molto, perchè l'esame dell'iscrizione e la struttura dell'oggetto (priva di filatteri, splendori e con un semplice balaustro come sostegno del frammento osseo) indica una data certamente non avanzata nel secolo XVIII e la probabile produzione in una bottega fiorentina. Anche se sull'oggetto non si notano punzoni che permettano una più precisa collocazione temporale del manufatto, esiste comunque un termine ante quem per l'esecuzione del reliquiario, dovuto al sigillo ecclesiastico apposto durante una ricognizione dall'arcivescovo Francesco Gaetano Incontri, presule fiorentino dal 1714 al 1781. Si rileva che l'apposizione del sigillo episcopale sotto il piede dell'oggetto ha fatto perdere al reliquiario la possibilità di essere appoggiato su un piano. Si presume, dunque, che da allora sia stato conservato appeso all'interno di una tabella o appoggiato su una delle sue facce di cristallo. La recente pubblicazione di Bicchi e Ciandella ci informa inoltre che il 9 settembre 1998 la reliquia, con il reliquiario che la contiene, è stata donata dall'arcivescovo fiorentino Silvano Piovanelli al patriarca di Costantinopoli Bartolomeo durante una visita in Turchia
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900347638
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2006
  • ISCRIZIONI intorno alla teca - DIVI ZENOBI AR(CHIEPISCOPI) FLOR(ENTINI) RELIQUIA - lettere capitali - a incisione - latino
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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