Lampada a triplice sospensione con corpo piriforme, concluso da termonale a pigna schiacciata; stretto collo con fastigio a margine ondulato, su cui si innesta il contenitore interno di vetro; attacchi fitomorfi per le tre catene di sostegno (formate da piatte maglie ovali raccordate tramite cavetti); sospensione cupoliforme, strozzata centralmente, provvista di anello apicale. Grosse baccellature bombate caratterizzano la parte inferiore del corpo, su cui si innesta il terminale, decorato da una fascia incisa con motivo di doppie foglie ovate e nervate (ricorrenti anche sul fastigio, dove sono completate da una cornice di ovoli). Gli attacchi delle catene sono costituiti da grandi foglie nervate, emergenti da girali acantacei affrontati. Ovoli bombati impreziosiscono la zona superiore della sospensione
- OGGETTO lampada pensile
-
MATERIA E TECNICA
argento/ sbalzo/ cesellatura/ fusione/ incisione
- AMBITO CULTURALE Bottega Fiorentina
- LOCALIZZAZIONE Firenze (FI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Le lampade, sono pressochè identiche, tranne che per lievi differenze nelle proporzioni della strozzatura centrale e nel terminale, alla lampade n. scheda 09/00347087 databili con certezza, grazie alla presenza di un'iscrizione documentaria al 1854. Anche le lampade in esame si possono dunque datare plausibilmente verso la metà del secolo ed attribuire ad una ignota manifattura fiorentina, poichè similitudini strutturali e decorative avvicinano gli arredi considerati alle realizzazioni orafe locali. La tipologia piriforme risente ancora di retaggi precedenti, benchè la semplificazione strutturale - basata su una forma compatta, equilibrata e scandita dal rigore lineare della cornice di massima circonferenza del corpo - sia coerente con la datazione pienamente ottocentesca. L'ornamentazione rispetta i moduli di un neoclassicismo maturo (doppie foglie ovate e nervate, baccellature bombate, ecc.), interpretato con notevole plasticismo, avvertibile soprattutto nel risalto dato agli attacchi vegetali delle catene. E' probabile che queste lampade facessero parte delle "tredici lampade d'argento dell'Altare della SS. Concezione" che furono "inargentate a fuoco e riparate" nel 1898 dall'argentiere Giuseppe Grazzini (si cfr. fonti manoscritte). Specificatamente i registri ricordano che il 30 luglio di quell'anno furono pagate al Grazzini "come ricevuta, lire 260, computate andantemente a lire 20 cadauna (lampada)"
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900347089
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato
-
DATA DI AGGIORNAMENTO
2006
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0