Annunciazione

dipinto

Tela di formato rettangolare con semplice cornice di legno dorato decorata da modanature e da un motivo a intaglio di foglie lanceolate strette a fascio

  • OGGETTO dipinto
  • MATERIA E TECNICA tela/ pittura a olio
  • AMBITO CULTURALE Ambito Fiorentino
  • LOCALIZZAZIONE Prato (PO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Come si ricava dal libro dei partiti della Compagnia della SS. Annunziata, il dipinto fu fatto eseguire per volontà dei confratelli e in particolare per l'interessamento del Priore della compagnia Domenico Tasselli e del Priore della chiesa Francesco Meucci, al fine di adornare l'altare fatto erigere nel 1702 nella sede della compagnia (cfr. scheda OA n. 0900306256). Sappiamo che i membri della confraternita si tassarono per raccogliere il denaro sufficiente a far eseguire il dipinto ma nessuna notizia è rimasta a ricordare il nome del pittore a cui fu commessa l'opera che, come fa fede l'inventario della chiesa del 1785, anche all'epoca delle soppressioni ricciane mantenne l'originaria collocazione che tutt'ora occupa. Stilisticamente il dipinto ci appare opera di un pittore di ambito fiorentino o pratese. L'opera è concepita secondo gli schemi del primo classicismo bolognese (cfr. le diverse versioni del soggetto date dal Reni) e di quello romano della seconda metà del Seicento che ben doveva attagliarsi alle tendenze di semplificazione e di rigorosa e evidente comunicativa proprie della pittura sacra pratese fin dal sec. XV. La scena è infatti impostata con essenzialità e rende evidente il messaggio dottrinale mentre le figure hanno fisionomie regolari e classiche che ricordano molto da vicino le opere di Carlo Maratta. All'austero classicismo del noto pittore romano rimanda la stessa impostazione generale della scena, leggera variante della sua "Annunciazione" nota da alcune incisioni e riproposta anche in una variante ora all'Hermitage (cfr. Opera incisa, 1979, pp. 58-61). Così il volto della Vergine col particolare scorcio di tre quarti e la sua mano al petto si ritrovano nello studio marattesco con la "Vergine che legge" dell'Accademia di San Luca a Roma mentre il volto pieno e ricciuto da statua romana dell'angelo si può mettere a confronto con molti personaggi del Maratta. Coerentemente con tali referenti stilistici la pittura è compatta e lucida, attenta a seguire il disegno delle forme sciogliendosi solo in qualche minuta spiegazzatura dei panni. La tela è quindi un'interessante testimonianza della persistenza di un filone classicista in ambito pratese nei primi decenni del Settecento
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900306257
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

ALTRE OPERE DELLA STESSA CITTA'

ALTRE OPERE DELLO STESSO AMBITO CULTURALE