monumento funebre post 1914/11/24 - ante 1944/07/28

Tomba costituita da un basamento sul quale poggia una lastra tombale con portafiori e da una stele verticale sorretta da un basamento liscio e ornata, nelle rientranze laterali, da palme stilizzate e, al centro, dal medaglione col ritratto del defunto. Coronamento a timpano decorato sulla fronte da una croce latina inscritta

  • OGGETTO monumento funebre
  • MATERIA E TECNICA marmo bianco/ scultura/ incisione
  • AMBITO CULTURALE Ambito Toscano
  • LOCALIZZAZIONE Firenze (FI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il monumento deriva la sua tipologia dalle headstones dei cimiteri inglesi (soprattutto di campagna) della fine del Seicento e dell'inizio del Settecento dove la stele, di forma stretta e allungata, era ornata nella parte superiore da un medaglione recante una croce o una scena religiosa. Si trattava della trasposizione su scala tridimensionale delle lapidi murarie delle chiese (cfr. P. ARIES, La morte e l'uomo dal Medioevo a oggi, Paris 1977, ed. cons. Bari 1985, p. 393). La sostituzione della croce e dell'immagine religiosa con il ritratto del defunto, risponde alla mentalità più laica e tipicamente ottocentesca che conquistò non soltanto i monumenti funerari cimiteriali ma anche quelli delle chiese (cfr. M.S. LILLI, L'arte neoclassica. Sculture nelle chiese romane 1780-1845, Roma 1991). Tale diffusione dipendeva sia dall'emergere di una mentalità più laica e borghese nella quale l'individuo assumeva più importanza rispetto alla raffigurazione, realistica o simbolica, della morte, sia dalla permanenza del gusto neoclassico al quale si deve il recupero di questa sorta di "imago clipeata" già molto diffusa nella scultura funeraria romana. In tale forma, pur con varianti stilistiche, la stele con il ritratto del defunto perdura anche nel Novecento, anche se sembra da leggersi come attardamento di uno schema stilistico di fronte al dilagare, già verso la fine degli anni Settanta dell'Ottocento, di forme di sepoltura più allusive e meno realistiche. Il tipo di partitura della stele Samoilovitch appartiene infatti pienamente alla scultura del Novecento e fu fatta realizzare, certamente in occasione della morte di Vasilji (1914), dalla moglie di questi Evfalia Siltchanova, morta nel 1944 e che probabilmente predispose di essere seppellita sotto la lastra tombale posta di fronte alla stele del marito. Non si deve però trascurare l'ipotesi che tale aggregazione sia stata fatta dagli eredi. Di autore anonimo, il monumento unisce un aspetto di partitura a scansione spaziale tipico della mentalità razionalistica del primo Novecento e molto frequente nella scultura cimiteriale di quel momento, con un'intenzione di realismo anche analitico manifestato dal volto del defunto, ritratto con pregante verismo e non molto diversamente da come lo avrebbe concepito uno scultore aderente alla mentalità borghese della seconda metà dell'Ottocento
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900300790-0
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato
  • ISCRIZIONI fronte della stele - VASILJI IVANOVITCH / SAMOILOVITCH / BASILE SAMOYLOWITCH / 5.XI.1827 - 24.XI.1914 - EVFALIA / IVANOVNHA / SILTCHANOVA / + 15-28 IIOLIA 1944 - caratteri cirillici - a incisione - russo
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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