San Martino dona parte del mantello al povero

dipinto

Tela di formato rettangolare con semplice cornice di legno modanata

  • OGGETTO dipinto
  • MATERIA E TECNICA tela/ pittura a olio
  • AMBITO CULTURALE Ambito Fiorentino
  • LOCALIZZAZIONE Prato (PO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il dipinto, di difficile collocazione cronologica, sembra una rielaborazione o copia da un quadro del Cinquecento, eseguita tra il XVIII e il XIX secolo da un pittore attivo in ambito pratese o fiorentino. La caratteristica del dipinto è infatti quella di conciliare programmatici arcaismi - con recuperi addirittura neo-medievali nello sfondo - volute semplificazioni formali ed ingenuità narrative di gusto quasi 'naive', con elementi spiccatamente manieristici nella bizzarra decorazione e tipologia dei costumi e altri più avanzati di uso della luce e di naturalismo descrittivo dai toni pauperistici. L'insieme assume così un timbro eclettico ricondotto, tuttavia, a un carattere unitario dal palese intento formale di recupero arcaista e dallo spiccato gusto ornamentale. Le stesse scelte cromatiche conferiscono al pezzo una squillante vivacità e una qualità timbrica che suggeriscono un'esecuzione piuttosto avanzata. L'ignoto artista di Coiano sembra partecipare di quel momento del gusto pratese tra Settecento e Ottocento quando troviamo numerose richieste da parte della committenza per opere di copia o di rielaborazione da illustri esempi della tradizione cinquecentesca. In tal senso un pittore famoso per l'esecuzione per chiese e privati di grandi tele con copie da opere antiche era Matteo Bertini presente anche a Coiano con un piccolo dipinto con la "Madonna del buonconsiglio" di gusto primo-rinascimentale. Nella chiesa di Coiano vi sono inoltre altre opere che testimoniano la presenza di un gusto per la riproduzione di famosi dipinti di devozione come i "funerali di San Girolamo" e la "pentecoste", datata quest'ultima 1837. Per quanto riguarda il dipinto di S. Martino non sappiamo se il pittore di Coiano si sia ispirato a un prototipo che oggi non siamo in grado di rintracciare o se la tela sia un tipico 'pastiche' ottocentesco. Un dipinto iconograficamente simile, datato da Maria Pia Mannini (1993) tra la fine del Seicento e gli inizi del Settecento è conservato nei depositi del Museo Civico di Prato, proveniente dall'Ospedale della Misericordia
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900300535
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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