Cristo risorto con angeli. Cristo risorto con angeli

armadietto per oli santi

Tabernacolo di piccole dimensioni, delimitato da due lesene sormontate da capitelli corinzi. Ai lati dello sportello si stagliano quattro angeli con le mani giunte e gli abiti svolazzanti. In alto al centro Cristo è raffigurato nell'atto di uscire dal sepolcro, con la croce della Redenzione e il calice per il sangue. Tutt'intorno corre un motivo decorativo molto semplificato con roselline e girali

  • OGGETTO armadietto per oli santi
  • MATERIA E TECNICA marmo di Carrara/ scalpellatura
  • ATTRIBUZIONI Guardi Andrea Di Francesco (bottega)
  • LOCALIZZAZIONE Volterra (PI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE "E' lavoro discreto tanto per modellatura che per esecuzione; ma non da attribuirsi ad un primario artista. Parrebbe da attribuirsi ad artefice fiorentino seguace della maniera dei Maiano": con queste parole G. Carocci (1897) individuò per il rilievo l'appartenenza all'ambito culturale fiorentino, dubbioso però è il riferimento alla maniera dei Da Maiano. Pare, infatti, che il grazioso tabernacolo (oggi privo di coronamento) trovi nell'ambito culturale donatelliano i suoi più immediati precedenti: dal tabernacolo del Sacramento che Donatello eseguì per la Basilica di San Pietro nel 1432-33, a quello di Bernardo Rossellino realizzato per Sant'Egidio a Firenze nel 1449. Sembra che proprio da quest'ultimo derivi l'idea compositiva degli angeli con le mani giunte e i panneggi morbidi e avvolgenti che lasciano intuire l'anatomia; ritornano anche gli stessi elementi decorativi dei capitelli e delle lesene scanalate. Ma rispetto alla delicata figura e alla sapiente resa dello spazio che troviamo nel prototipo del Rossellino, gli angeli del nostro rilievo presentano fattezze un pò grossolane e sono compresi in uno spazio ristretto e irreale. Il Cristo, invece, per la sua caratterizzazione patetica e un pò "selvatica", per i capelli a grosse ciocche e per il tentativo di resa muscolare, ricorda un paio di opere giovanili di Donatello, come il "Cristo in Pietà" del Museo dell'Opera del Duomo di Firenze e il "Crocifisso" ligneo di Santa Croce. Infine, il tabernacolo pare ben reggere una datazione intorno alla metà del XV secolo e un'attribuzione alla bottega di Andrea di Francesco Guardi
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900255000
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Pisa e Livorno
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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