San Basilio (?). Santo vescovo
statuetta
1300 - 1399
statuetta
- OGGETTO statuetta
-
MATERIA E TECNICA
Marmo
- AMBITO CULTURALE Bottega Pisana
- LOCALIZZAZIONE Pisa (PI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE La statua entrò in Camposanto prima del 1816 come dono dei marmistifratelli Ricci e venne collocata nel corridoio sud. Poco prima del 1830venne posta nella lunetta del portale ovest del braccio sud del transettodel Duomo, dove tuttora si trova, in sostituzione della Madonna delColloquio di Giovanni Pisano. La statua si presenta in uno stato diconser-vazione precario per la lunga esposizione all'aperto; si notanoinoltre diverse integrazioni, in particolare la spalla sinistra e lemani; la destra appare oltretutto diversamente realizzata rispetto aquella attestata all'inizio dell'Ottocento da una incisione di PaoloLasinio. La testa e il corpo appaiono malamente connessi tra loro esembrano per dimensioni e stile non pertinenti; il loro assemblaggioavvenne probabilmente dopo l'ingresso in Camposanto, dal momento che lafigura appare nello stato attuale nell'incisione già ricordata di Lasiniofiglio (databile tra il 1814 e il 1825, più probabilmente verso laseconda data), ma è detta ancora "mutilata" dal Rosini nella secondaedizione della sua Descrizione dell'edificio. Dal commento all'incisionee dalle note di Carlo Lasinio apprendiamo che 1'opera era stata donatadai "marmisti" fratelli Ricci e che "stava negletta fra pezzi di marmidietro S. Sepolcro" (LASINIO 1923); i "marmisti" Ricci (Giuseppe eRanieri) compaiono di frequente nelle carte dell'Opera, dapprima comecollaboratori di Lasinio alla nuova distribuzione dei sarcofagi delCamposanto (DONATI 1984), in seguito, tra il 1827 e il 1833, comepartecipanti a restauri del campanile e del Camposanto (CALDERONI MASETTI1990). L'identificazione con San Basilio, indicata nel commentoall'incisione di Paolo Lasinio (oggi non facilmente confermabile), puòfar pensare ad una possibile provenienza originaria dal convento diSant'Antonio di Pisa, che apparteneva ai monaci basiliani armeni.Indicata come lavoro del XIV secolo da Lasinio e Rosini, la statua non èpiù stata criticamente considerata dagli studiosi; solo Papini la ricorda(credendola un S. Ranieri) come opera di scarsissima importanza artisticaproprio perchè composta di pezzi diversi e malamente restaurata. Perquanto la conservazione non ottimale e la difficoltà di un esa-meravvicinato ostacolino il giudizio, si può tentativamente affermare chela testa, per la sua dipendenza da modelli giovanneschi, è databile alprimo quarto del XIV secolo; il corpo robusto e con leggero hanchement,dal panneggio ampio e avvolgente, sembra piuttosto da riferire alla finedello stesso secolo o all'inizio del successivo, per le affi-nità con lascultura del presumibile Antonio Pardini (gruppo dell'Annunciazione delMirteto, presso Massa) e di Francesco di Valdambrino
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
-
CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà privata
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900235649
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Pisa e Livorno
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio, per il patrimonio storico artistico e demoetnoantropologico di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara
- DATA DI COMPILAZIONE 1989
-
DATA DI AGGIORNAMENTO
1993
2006
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0