protomi animali

capitello 1200 - 1249

Capitello

  • OGGETTO capitello
  • MATERIA E TECNICA MARMO BIANCO
  • AMBITO CULTURALE Bottega Pisana
  • LOCALIZZAZIONE Museo dell'Opera del Duomo
  • INDIRIZZO Piazza del Duomo, Pisa (PI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE L'opera fu dapprima collocata, sopra una base di colonna, nella galleriaS ud, nel tratto terminale della collezione, sotto la "Tebaide" (ROSINI1816 a, DA MORRONA 1816); più tardi, il conservatore vi appoggiò sopra unpicco lo sarcofago (LASINIO 1831). Nella risistemazione di questo trattodi coll ezione negli ultimi anni '20, tolto il sarcofago, il capitellofece da bas e al sarcofago XLI (C 2 est), sul quale stava il capitello[09/00235604] ( LASINIO 1833). Il complesso, più tardi, fu spostato diqualche metro, per l 'inserimento di un grande frammento di mosaico(NISTRI 1872). La scultura è ancora in Camposanto negli anni '20 (TOESCA1927, BIEHL 1926); molto pro b abilmente il gruppo fu smembrato ai tempidel riordino del 1935, quando a l suo posto troviamo due grandi statuetogate (in precedenza presso il mon u mento Algarotti). Rimase inCamposanto anche nel dopoguerra (TCI 1959); n e l 1992, restaurato, èstato esposto nel Museo dell'Opera del Duomo. Il ca p itello provienedalla terza loggetta del campanile del duomo. Non sappiam o conprecisione quando fu tolto dalla collocazione originaria (proprio ne l laterza loggia, si ebbe una sostituzione dei capitelli del versante Sud,qu ello sottoposto a maggiore pressione, nel 1592), ma dobbiamo crederenon mo lto tempo prima dell'esposizione in Camposanto, se si prestaascolto all e parole di LASINIO 1814-25: "formava numero di quei tantilevati dal cele br e nostro Campanile, nella moderna riattazione", vale adire, molto proba bi lmente, durante il lungo restauro eseguito alla Torrependente, tra 1787 e 1807 (DA MORRONA 1812). Sicuramente dalla terzaloggia provengono: un 'g em ello' di quello in esame, con protomisimboleggianti i quattro evangelis ti , ora presso un antiquario torinese(CASTELNUOVO 1990) e un frammento di ca pitello, con una punta di foglialiscia e una protome umana, dal volto i mb erbe e dai capelli lunghi estriati tenuti da un nastro, oggi al Museo d i S. Matteo ma provenientedall'Opera (SALMI 1928). L'opera si presenta in di screte condizioni diconservazione, dopo la ripulitura dalle tracce di p io mbo, con qualchescheggiatura e un incipiente processo d'erosione della sup erficie. Ilcapitello presenta una tipologia molto semplice, con un gir o d i foglielisce nella zona inferiore e quattro protomi al posto delle vo lut e; sulkymathion, consistente in un sottile collarino, il fiore d'abaco dai petali convessi disposti ad 'x'. Le teste che si succedono, senza un appar ente punto di partenza, sono di lupo, uomo, asino (con la cavezza) el eone (i tre animali presentano, ai lati della testa, due zampe solosbozza te); dal punto di vista iconografico si rivela forse la volontà dicontrap porr e elementi positivi (uomo e leone) e negativi (asino e lupo),sicché, nella veduta frontale, si affiancano sempre bene e male.L'esecuzione dell e pro tomi rivela una non stretta osservanza dellaproiezione cubica del bl occo marmoreo con le teste che fuoriesconodall'ideale figura geometrica, risult ando aggettanti anche rispettoall'abaco; ciò ha creato problemi nel la res a prospettica di alcunefigure, specie la testa umana che appare, di fronte , troppo stretta eallungata, con gli occhi in una posizione binocul are. L a difficoltà diavanzare una datazione certamente fondata per il gru ppo di capitellisuperstiti della terza loggia del campanile deriva dalla scarsac onoscenza delle fasi di costruzione del monumento, aggravata dai restauri ottocenteschi che non solo hanno provocato la perdita di quasitut ti gli o riginali (si sono conservati solo esemplari, unici o doppi,di alc une dell e tipologie impiegate nel campanile, forse perché venivanoutilizz ati dall e maestranze ottocentesche come modelli per le copie) mane hanno scompagin ato anche l'assetto originario, specie negli ultimipiani, esegui ti tra fi ne del secolo XIII e quello successivo, dovetroviamo, inopinatam ente, anc ora capitelli della stessa tipologia diquello in esame. Queste d ifficoltà si riflettono nelle proposte dellacritica, divisa tra chi li vu ole esegu iti nell'ultimo quarto del XIIsecolo e direttamente eseguite dal la botteg a biduinesca, ante 1185(SANPAOLESI 1956 e CARLI 1973; CASTELNUOV O 1990, c he li colloca agliinizi del Duecento, come BIEHL 1926 e TOESCA 1 927, rico nosce ancora uninflusso biduinesco); chi, verso il 1230 (SALMI 1 927), chi , infine, alterzo quarto del Duecento (CRISTIANI TESTI 1976). Co n la terz a loggettasiamo in un clima culturale molto diverso rispetto all e loggett esottostanti (per cui vedi [09/00235612, 09/00235613, 09/0023575 9]); lost ile che rivelano i capitelli conservati di questa zona mostra, o rmai,una completa adesione alle soluzioni plastiche, già adombrate in ope repisane collocabili negli anni a cavallo tra XII e XIII secolo, come i due capitel li [09/00235614] e [09/00235615] in mostra. (continua in OSS)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà persona giuridica privata
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900235609
  • NUMERO D'INVENTARIO 2014OPAOA00235609
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Pisa e Livorno
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Pisa e Livorno
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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