Cristo in gloria, Santi e Sante

dipinto 1600 - 1649

Soggetti sacri. Personaggi: Cristo. Attributi: (Cristo) globo terrestre. Figure maschili: santo vescovo; santo monaco; santo martire. Figure femminili. Figure: angeli; cherubini. Abbigliamento religioso

  • OGGETTO dipinto
  • MATERIA E TECNICA tela/ pittura a olio
  • AMBITO CULTURALE Ambito Fiorentino
  • LOCALIZZAZIONE Firenze (FI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Nel registro superiore è raffigurato Cristo in gloria circondato da Santi e angeli: indossa tunica rosa e manto azzurro e tiene il globo con croce. Nella zona inferiore sono ritratti personaggi aureolati disposti a semicerchio: un monaco con veste bianca e pastorale appoggiato a terra; un fanciullo con palma del martirio; un vescovo con piviale scuro a bordo rosso con fermaglio prezioso, un giovinetto, un santo con pianeta, un monaco con veste bianca che tiene sulle ginocchia un modellino di chiesa ad aulacon campanile a vela (forse la stessa chiesa di S. Lucia). La vicenda di questa tela si presenta molto complessa: si tratta dell'unica pala d'altare conservata attualmente nella chiesa di cui si ignora l'origine o l'eventuale provenienza. Difficile anche l'identificazione dei Santi raffigurati e del soggetto stesso dell'opera. La tela è descritta per la prima volta dal Fantozzi; il fatto che il Richa non ne parli nella completa ed accurata descrizione della chiesa pubblicata nel 1762 fa supporre che la pala sia giunta in S. Lucia solo agli inizi del secolo XIX. L'indicazione del Fantozzi secondo cui autore dell'opera sarebbe F. Boschi è ambigua, dato che non è chiaro se si riferisca a Fabrizio (1570-1642) o a suo nipote Francesco Boschi (1619-1675). Successivamente infatti la tela è attribuita dal Gamba (schede1914) a Fabrizio, mentre il Colnaghi e la Sricchia Santoro la ritengono eseguita da Francesco. Il Cantelli elenca la pala tra le opere del repertorio di Fabrizio Boschi, salvo poi pubblicarne nello stesso testo la foto tra le opere del Passignano. In realtà la tela per l'impostazione della scena su due registri, la disposizione semicircolare dei personaggi e la posa del Cristo ricorda le opere degli artisti fiorentini operanti a Roma a cavallo tra '500 e '600, nelle quali la volontà di rappresentare eventi e personaggi col maggior grado possibile di normalità s'innesta sulla tradizione classica tardorinascimentale. Ciò esclude l'attribuzione Francesco Boschi, pittore fiorentino della terza generazione, ma anche quella a Fabrizio le cui opere sono caratterizzate da un 'contrasto di lume, una violenza espressiva e d'impasto' (Gregori) estranee alla nostra pala. Più credibile pare l'ipotesiche l'opera sia stata prodotta nell'orbita del Passignano, in particolare per il tipo del Cristo che ripete modelli noti del maestro
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900227326
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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