Cristo crocifisso

scultura 1600 - 1649

n.p

  • OGGETTO scultura
  • MATERIA E TECNICA cartapesta/ modellatura/ pittura
    legno, intaglio
  • MISURE Altezza: 170 cm
  • AMBITO CULTURALE Bottega Tedesca
  • LOCALIZZAZIONE Firenze (FI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il Crocifisso è posto, insieme alle statue della Madonna e del San Giovann i, sopra la porta di ingresso al coro dei monaci. Le notizie relative alla paternità delle tre sculture non sono ben chiare. Secondo il Moreni (1792 ), le statue della Madonna e del San Giovanni furono eseguite nel 1609 da un certo Ermanno Tedesco. La Guida del 1861 e l'Inventario del 1862 fanno i nomi di Giovanni Ermanno e Matteo Ceuling - quest'ultimo ricordato anche come autore delle statue di Apostoli sul presbiterio e definiscono errone amente tutte e tre le statue di cartapesta. Il successivo Inventario del 1 885, ripetendo i due nomi e la data del 1609, distingue tra il Cristo di c artapesta e la Madonna e il San Giovanni di legno. Lo stesso si legge nel Bacchi (1930) il quale riferisce il Crocifisso al Ceuling e le due statue laterali allo Ermann. Si deve al Leoncini (1982) la notizia di due pagamen ti, uno in data 23 novembre 1657 in favore di Benedetto Sacconi per la dor atura dello "splendore" intorno al Crocifisso e un altro in data 2 febbrai o 1658, per "robbe compre per fare il panno sopra il Crocifisso... come co lla, gesso e colori (A.S.F., Conv. Soppr. 51, n. 12). Secondo il Leoncini (1982), le figure della Madonna e del San Giovanni, per la loro accentuata espressività e i panneggi ridondanti, trovano punti di contatto con l'art e tedesca cattolica della seconda metà del '600, mentre, per quanto riguar da il Cristo, ritiene difficile trovare una precisa collocazione stilistic a nello stesso ambito. Il Leoncini, inoltre, suppone che la Madonna e il S an Giovanni siano stati collocati nella loro sede successivamente al Croci fisso. Senza dubbio, le due statue e il Cristo vanno considerati separatam ente per i diversi esiti stilistici. Infatti, se la Madonna e il San Giov anni si collegano ai modi più violentemente espressionistici della scultur a tedesca, la figura solenne e idealizzata del Cristo, non piagato, immune dalla sofferenza, rimanda all'arte italiana e, precisamente, alla redazio ne del Cristo morto in croce realizzata dal Giambologna verso la fine del XVI secolo nei Crocifissi a grandezza naturale: ad esempio, nel San Michel e a Monaco, nella propria cappella funeraria nella SS. Annunziata di Firen ze e, ancora a Firenze, nel convento di San Marco. Con queste sculture la nostra trova rispondenze nella posa, nella modellazione della testa, nella raffinatezza nella resa della muscolatura e nella stessa forma e posizion e del perizoma. Le redazioni dei Cristi del Giambologna continuarono ad es sere prodotte in gran numero dopo la sua morte dagli scolari, diffondendos i anche in Germania. Pertanto, poichè non è da ritenersi priva di ogni fon damento la citazione, da parte delle fonti, di tali Matteo Ceuling e Giova nni Ermanno (o Ermanno Tedesco) quali esecutori del gruppo scultoreo della Certosa, è possibile che anche il Cristo sia stato realizzato da un artis ta tedesco, influenzato dai modi del Giambologna. Si può proporre per tutt e e tre le sculture una datazione entro la prima metà del XVII secolo, con siderando anche il panneggio ancora scarsamente svolazzante nelle due stat ue laterali
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900224756
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della citta' di Firenze
  • DATA DI COMPILAZIONE 1989
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2009
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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