vasca di acquasantiera
Grande vasca ellittica con semplice bordo, in marmo verde antico, massiccio piede modanato e sagomato in breccia africana
- OGGETTO vasca di acquasantiera
-
MATERIA E TECNICA
breccia
marmo verde antico
- AMBITO CULTURALE Ambito Romano Manifattura Fiorentina
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Museo dell'Opificio delle Pietre Dure
- LOCALIZZAZIONE Opificio delle Pietre Dure
- INDIRIZZO Via degli Alfani, 78, Firenze (FI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE La prima notizia della vasca si ha nell’Inventario del 1859 (aggiornamenti n. 1749), “una vasca rotta di verde antica” pervenuta nel luglio 1872 dai Depositi del Museo Nazionale. Si tratta di un reperto di materiale raro e antico di cui i Medici erano appassionati collezionisti: il marmo verde antico, greco, si trova nelle cave di Larissa, in Tessaglia, cave attive dall’epoca di Adriano a quella di Giustiniano. La tazza era fratturata in più parti e le lesioni sono ancora oggi più vivibili poiché nei materiali litici le lsioni non sono mai perfettamente dissimulabili, anche in casi di restauri ben eseguiti, com’è in questo caso, usando la tecnica tipica del taglio della pietra dura, cioè seguendo un taglio sinuoso che asseconda le macchie naturali della pietra. Una volta restaurata la vasca (mancano comunque alcuni frammenti) occorreva completare l’oggetto in modo da poterne consentire l’esposizione al pubblico nelle sale di vendita. Per sistemarla su un piede di materiale affine fu scelta la breccia africana, celebre materiale del mondo classico. L’Inventario del 1878 ci dice che, a quell’epoca, il restauro era già inoltrato, ultimato il 4 dicembre 1880 (Inv, 1878 Aggiornamenti). Il piede, successivamente, sembrò privo di sufficiente slancio e l’allora direttore Amedeo Orlandini (1878-1953) vi fece aggiungere un basamento in un altro materiale antico, il granito rosa. Infine la vasca viene citata dal Marchionni nella relazione svolta l’anno 1885-86, laddove si lamenta per il prezzo del biglietto d’ingresso al Museo, a suo parere esoso, visto che il Museo “… ha pochi oggetti d’arte da mostrare rispetto alle altre Gallerie fiorentine per quanto io mi sia studiato di giustificare questo titolo rovistando nei magazzini e facendo restaurare ed esporre tutto ciò che meglio si prestava ad aumentare la collezione…” (A.S.G., filza 1886, c. 20)
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900196861
- NUMERO D'INVENTARIO 1853
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Opificio delle Pietre Dure
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0