L'edicola scolpita a bassorilievo presenta due pilastri rudentati con capitello corinzio costituito da foglio di acanto, volute angolari a esse perlate sul dorso, che partono da un'infiorescenza con bocciolo, più due dadi, uno segnato da una fascia ovuli e perle e da foglie di acanto, l'altro con stemma a bassorilievo, cornice finale aggettante a dentelli e a ovuli su cui appoggia l'arco a tutto sesto. Sull'archivolto è scolpito, fra cornici modanate un festone a foglie di quercia con stemma fra nastri alla chiave di volta. Ai lati dell'archivolto, sulle cornici aggettanti, sono appoggiati due viticci a foglie di quercia. Nell'intradosso è un motivo a cassettoni con rosone al centro di ogni riquadro. Una cornice bombata ed una treccia addossate al muro marcano il perimetro interno dell'edicola: nell'intradosso si svolge un motivo a candelabre con bucrani
- OGGETTO mostra d'altare
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MATERIA E TECNICA
pietra serena/ scultura
- AMBITO CULTURALE Bottega Fiorentina
- LOCALIZZAZIONE Firenze (FI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Secondo un documento riportato da Francioni la cappella sarebbe stata eretta da Giovanni di Francesco Ferrucci nel 1431 intitolandola a San Clemente. Lo stesso fondatore dispose che dopo la sua morte il patronato passasse a Tommaso di Bartolomeo di Francesco e Berto di Acarchione di Francesco e ai loro discendenti maschili. Mancando la discendenza maschile, il patronato sarebbe passato all'arte dei Giudici e Notai di Firenze, cosa che effettivamente avvenne. Sia il Francioni che il Rosselli descrivono all'altare due stemmi, attualmente ne è presente solo uno, fino a oggi non identificato. Si tratta dell'edicola più antica della chiesa a cui si ispireranno tutte le altre costruite successivamente, secondo quanto stabilito anche nei diversi documenti editi da Francioni, nelle quali effettivamente si ripete un'identica struttura e tipologia decorativa. Dal punto di vista strutturale e per la tipologia decorativa l'edicola rispetta il criterio di uniformità stabilito anche nei documenti editi dal Francioni. Il modello per le strutture della chiesa di S. Ambrogio, una successione di edicole separate realizzate sulle pareti dell'unica navata, fu quasi sicuramente l' interno della chiesa di S. Marco Firenze progettata da Michelozzo. La stessa tipologia fu ripetuta da Giuliano da Sangallo in S. Maria Maddalena dei Pazzi dove, nella mostra delle vere e proprie cappelle, si trovano negli stessi elementi decorativi delle edicole di S.'Ambrogio che possono essere confrontate anche con la struttura in cui è inserita la tomba di Leonardo Bruni in S. Croce, opera di Bernardo Rosellino
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900192457
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato
- STEMMI sullo scudo - gentilizio - Stemma - inquartato al primo e al terzo al leone rampante con catena, al secondo e dal quarto a tre rose poste a 2-1
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0