motivo decorativo, stemma dell'arte di Calimala
reliquiario a teca
ca 1380 - ante 1397
Urna, reliquiario a teca
- OGGETTO reliquiario a teca
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MATERIA E TECNICA
argento/ incisione/ sbalzo/ doratura
rame/ doratura
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MISURE
Diametro: 31 cm
Altezza: 88 cm
- AMBITO CULTURALE Bottega Fiorentina
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ALTRE ATTRIBUZIONI
Matteo Di Lorenzo
- LOCALIZZAZIONE Firenze (FI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Il reliquiario è costituito da due elementi differenziati, la cassetta e il fusto, la prima eseguita probabilmente alla fine del secolo XIV, il secondo alla fine del successivo. La cassetta esagona, citata dal Gori nel manoscritto marucelliano, contiene le reliquie di alcuni "santi e di quaranta martiri". Secondo l'iscrizione incisa sulla base della cassetta tali reliquie, donate a San Giovanni dall'arcivescovo Turpino che le aveva ricevute tramite Carlo Magno, vi sarebbero state collocate nel 1397. Un altro documento desunto dagli Spogli strozziani e datato 1425, descrive un'opera molto vicina a quella che stiamo esaminando. In relazione alla reliquia di San Simeone, contenuta nella teca in cristallo, non abbiamo nessuna documentazione certa sulla sua provenienza, ma per il Richa essa proviene dalla d onazione Grioni. Il Cocchi (1903) considera l'opera eseguita da Matteo di Lorenzo nel 1425, sulla base di un documento che descrive un'opera simile alla cassetta esagona. Il Rossi, analizzando correttamente i diversi pezzi del reliquario, ritiene che la cassetta debba essere datata al 1398 (si v eda iscrizione) mentre il fusto appartiene al secolo successivo. L'attribu zione a Matteo di Lorenzo non sembra convincente allo studioso. Per la Bec herucci, prendendo in esame i documenti citati e l'iscrizione del 1398, potrebbe essere plausibile l'ascrizione della cassetta a Matteo di Lorenzo c ome ci attestano alcuni pagamenti all'artista relativi a dei "lavori di re liquiari dell'orliquie di San Giovanni" (1397-98). La parte superiore del reliquario per la studiosa non solo sarebbe quattrocentesca, ma apparterrebbe a due momenti distinti di tale epoca: ad un periodo precedente i gradi ni che connettono l'urna al piede, alla fine del secolo il fusto per i mot ivi decorativi a candelabre più evoluti. La teca in cristallo, assieme ai riccioli della base dovrebbero appartenere all'intervento di Bernardo Holzmann, ipotizzato ma non documentato. Pur mantenendo per la cassetta esagon a la datazione della Becherucci alla fine del secolo XIV, non è possibile ritenere l'attribuzione a Matteo di Lorenzo del tutto fondata. La stessa suddivisione del fusto del reliquario in due momenti successivi del Quattro cento non sembra proponibile mentre sembrano certi gli interventi settecenteschi
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà persona giuridica senza scopo di lucro
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900191280-0
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per il patrimonio storico artistico ed etnoantropologico delle province di Firenze, Pistoia e Prato
- DATA DI COMPILAZIONE 1987
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2006
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0