San Luigi dei Francesi

acquasantiera 1800 - 1849

Statuetta entro edicola in stile gotico e vasca scolpite in marmo bianco. I pinnacoli presentano dorature, gli stemmi gigliati coloriture

  • OGGETTO acquasantiera
  • MATERIA E TECNICA marmo bianco/ scultura
  • MISURE Altezza: 71 cm
  • ATTRIBUZIONI De Fauveau Fèlicie (1802/ 1886): esecutore
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Galleria d'Arte Moderna
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Pitti
  • INDIRIZZO P.zza Pitti 1, Firenze (FI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE L'acquasantiera è stata studiata da Sandra Pinto in occasione della mostra "Curiosità di una Reggia" (1979). Appartenente all'epoca della restaurazione non è databile con sicurezza, anche se è chiara la committenza regale dei Borbone, data la provenienza dell'oggetto a Pitti, dalla cappella ducale di Parma, consacrata a San Ludovico. Inoltre la nuora di Carlo Ludovico, moglie di Carlo III Borbone succeduto nel 1849 al padre, era figlia della duchessa di Berry, protettrice dell'artista. La preziosa acquasantiera per la raffigurazione di Ludovico re di Francia e per lo stile neomedievale, può risalire agli anni quaranta, quando la scultrice, esule volontaria dal 1835 a Firenze, aveva realizzato tutta una produzione decisamente caratterizzata dalla scelta dei temi religiosi e delle memorie politiche cari alla aristocrazia francese. Félicie de Fauveau eseguì numerosi lavori, animati da questo spirito, proprio per la duchessa di Berry, al cui seguito fu dal 1832 dopo la partecipazione ai disordini della Vandea. Attualmente sono documentati una "Santa Genoveffa", protettrice di Parigi, statuetta per la cappella della duchessa, analizzata da A. M. Izunnia, nel 1841 ("Giornale del Commercio", n. 24,16 giugno 1841), ed inoltre due busti della stessa duchessa ("Kunstlatt", 7 aprile 1842). L'Izunnia, nell'articolo citato dà la descrizione anche di un'altra acquasantiera su cui un'anima purificata si innalza dalle acque raccolte in una tazza di bardiglio, scolpita, sempre in stile gotico, con l'aiuto del fratello Hippolyte de Fauveau. non è certo identificabile con la nostra acquasantiera, ma sono costanti, in tutti lavori menzionati, i temi medievali ed i riferimenti alla storia politica e dalla spiritualità di Francia: la Santa Genoveffa, ad esempio, regge una barchetta, simbolo di Parigi con la vela decorata di gigli, ed esce da ornato a forma dell'antico diadema dei re franchi. Ugualmente in quel periodo la de Fauveau realizzava per la vedova del pittore Gros una "Giuditta", racchiusa in una nicchia con colonne e architettura eseguiti secondo il gusto romantico ("Giornale del Commercio", n. 5, 3 febbraio 1841). l'attività dell'artista, formatasi inizialmente a Parigi sotto la guida di Delaroche, Ingres, Ary Scheffer, dopo la sua partecipazione alla insurrezione del la Vandea, si svolse a Firenze, anche se la scultrice amava esporre a Parigi. La de Fauveau frequentò l'atelier del Bartolini, che dovette essere allora in contatto con l'ambiente artistico francese. La scultrice ebbe difficoltà pecuniarie, ma non le mancò mai la protezione dei Borbone e della aristocrazia francese. La prima apparizione all'Esposizione dell'Accademia di Belle Arti di Firenze, non a caso ci risulta essere stata nel 1837 con un bronzo ("San Giorgio che uccide il drago") destinato alla contessa La Rochejaquelein, per non tradire la quale la de Fauveau aveva subito alcuni mesi di prigione nel 1832. L'ambiente e la particolare storia fiorentina la invitarono ad approfondire il suo innato gustto verso il mondo dei primitivi e del suo studio in via dei Serrargli, dal 1852, era affollato di pitture e oggetti del periodo medievale. La de Fauveau lavorò vari materiali, dal marmo, all'alabastro, al ferro, realizzando fusti, medaglioni ed anche bijoux. Sul piano monumentale l'opera più impegnativa, sintesi del gusto trobadorico, allora diffuso in tutta Europa e stilisticamente vicina all'acquasantiera, è il sepolcro e eretico di Santa Croce dedicato a Luisa de Fauveau (1858). insieme che piaceva e seduceva per "l'idee charmante, l'execution des détails d'une grace juvenile. l'architecture parfaite" come commentava il barone De Courbetin nella "Gazette des Beaux Arts" nel 1887
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900190577
  • NUMERO D'INVENTARIO OdA 1739
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Le Gallerie degli Uffizi
  • ENTE SCHEDATORE Le Gallerie degli Uffizi
  • DATA DI COMPILAZIONE 1984
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 1989
    2000
    2006
  • ISCRIZIONI in alto - LUDOVICUS REX - lettere capitali - a pennello -
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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