Strumenti musicali con ghirlanda di fiori (tavolo) - manifattura granducale (XIX)

tavolo

Piano a commesso di pietre dure in fondo di porfido rosso antico raffigurante una variopinta ghirlanda floreale, eseguita con diaspri di Sicilia, di Boemia e dell’Alsazia, agate di Goa, lapislazzuli di Persia, intrecciate ad alcuni strumenti musicali della tradizione classica: una tibia finemente decorata con contorno in calcedonio, un cembalo, una lira. Completa la composizione un lungo nastro blu, dalle serrate volute metalliche di serica lucentezza. Il fondo, omogeneo e privo di ulteriori decorazioni, è in porfido rosso antico

  • OGGETTO tavolo
  • AMBITO CULTURALE Manifattura Granducale
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Museo dell'Opificio delle Pietre Dure
  • LOCALIZZAZIONE Opificio delle Pietre Dure
  • INDIRIZZO Via degli Alfani, 78, Firenze (FI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Si tratta di una delle più preziose produzioni di epoca ottocentesca, singolarmente rimasta senza destinazione: presenta una varietà e qualità dei materiali impiegati ed accostati con una sensibilità coloristica ed abilità tecnica che la pongono all’altezza della più raffinata produzione della Galleria dei Lavori Moderni del 1849, mentre non compare negli Aggiornamenti all’Inventario del 1879 aggiunti fino al 1842, se ne deduce che l’esecuzione della tavola debba essere collocata entro questo breve arco di tempo, probabilmente ultimata da poco nel 1849, quando la si dice “senza la cornice di metallo dorato che manca perché detto piano si possa ritenere compiuto”. Oggi il piano è incorniciato da un semplice listello ligneo, ma la presenza dell’elegante supporto coevo, in legno dorato, suggerisce che per la tavola si fosse pensato ad una degna destinazione,poi per qualche motivo ignoto, venuta a mancare. Già nel 1853 lo Zobi la ricorda come pezzo di pregio particolare “tuttavia senza destinazione nello Stabilimento”. Presso l’Opificio si conserva il relativo modello ad olio, dipinto da G. B. Giorgi (att. 1815-1851), che vi si mostra ancora legato al repertorio esornativo da lui sperimentato ai suoi esordi di disegnatore della Galleria, nel secondo decennio del secolo. Unica diversificazione, rispetto ai suoi primi modelli, la presenza della ghirlanda floreale, vero elemento di novità, che sovrappone con baldanza la propria ricchezza coloristica e formale al castigato nitore monocromo degli emblemi neoclassici, indicando la traccia di un rinnovamento che avrà di lì a pochi anni, una sua compiuta espressione nella “Tavola degli uccelli” disegnata da Niccolò Betti, successore del Giorgi
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900170564
  • NUMERO D'INVENTARIO 572
  • DATA DI COMPILAZIONE 1984
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2025
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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