Altare per la Cappella dei Principi (disegno) di Giorgi Giovanni Battista (XIX)
disegno
Giorgi Giovanni Battista (notizie Prima Metà Sec. Xix)
notizie prima metà sec. XIX
Il disegno raffigura un altare di impianto rettangolare, con alzata centrale costituita da una sorta di tempietto a giorno, con colonne, esedra di coronamento. Tutte le superfici visibili sono riccamente istoriate da un complesso apparato decorativo di festoni stilizzati di fiori e frutta, dal paliotto alle pareti laterali coronate da due cippi tronchi, ornate da ghirlande di alloro, secondo l’uso classico
- OGGETTO disegno
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ATTRIBUZIONI
Giorgi Giovanni Battista (notizie Prima Metà Sec. Xix): pittore
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Museo dell'Opificio delle Pietre Dure
- LOCALIZZAZIONE Opificio delle Pietre Dure
- INDIRIZZO Via degli Alfani, 78, Firenze (FI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Dopo i vari progetti e le parziali realizzazioni che ruotano attorno al travagliato progetto per la realizzazione della Cappella dei Principi – si tratta di una vicenda che si protrae dalla fine del Cinquecento fino alla fine della dinastia medicea, è con i primi anni della Restaurazione che l’idea originale prende nuovamente corpo, e precisamente su volere di Ferdinando III che decide di ripristinare tutto il complesso architettonico, rimasto privo , oltre che dell’altare, del pavimento e della decorazione al tamburo e alla volta. Ad essere incaricato di questi lavori è l’architetto Giuseppe Cacialli, che esegue imponenti restauri esterni ed interni alla intera costruzione (A.S.F., Fabbriche, f. 2106). Ed è in questo quadro di generale ristrutturazione che si inserisce il progetto del ciborio, che ideato dallo stesso Cacialli, deve perà al Giorgi la complessa e raffinata ornamentazione. Anche l’intervento del Giorgi deve comunque tenere conto della necessità di riutilizzare materiali antichi studiati per precedenti progetti mai ultimati, oppure usati in alcune circostanze e poi recuperati, così come era avvenuto per l’altare della Cappella della Villa di Poggio Imperiale, altare definitivamente smontato nel maggio del 1820. Infatti in questo disegno è possibile individuare la presenza di antiche parti, quali le sei colonne nella trabeazione del ciborio, che si ricollegano alle otto, eseguite in agata, da Bernardino e Cristofano Gafurri nei primi anni del secolo XVII su disegno del Buontalenti del 1601 (Argenti, Inv. Gemme 1921, nn. 430, 434,545, 552, 625, 632, 767, 771), e anche le otto colonne in cristallo di rocca, poste nell’ordine superiore, con rifiniture in pietre preziose, eseguite anch’esse da i fratelli Gafurri ( Argenti, Inv. Gemme 1921, nn. 461, 469, 587, 594, 668, 675,87, 812). Quattro formelle a rilievo, raffiguranti le Virtù Cardinali, sono visibili all’estremità del paliotto: questi quattro pezzi risultano poi venduti nel 1863 al nome di Edoardo Fuche (A.S.G. Nota degli oggetti manufatti del R. Opificio delle Pietre Dure venduti dall’anno 1860 a tutto il 1874). Al Giorgi si devono i restanti pannelli decorativi, la ricchezza delle gamme cromatiche e degli apparati floreali, l’articolazione in nette e precise specchiature
- TIPOLOGIA SCHEDA Disegni
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900170340
- NUMERO D'INVENTARIO IDO 3215
- DATA DI COMPILAZIONE 1982
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2025
- ISCRIZIONI In basso al centro - Disegno dell’altare per la Cappella dei Principi/ N.B. Successivamente è stato in qualche parte modificato in special modo per ciò che riguarda il paliotto - corsivo - a penna - italiano
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0