Tempio della Sibilla a Tivoli

disegno preparatorio

Si tratta di una composizione di esemplare austerità neoclassica, il Tempio, racchiuso entro un medaglione circolare è l’unico vero protagonista della scena che, nonostante la immissione di due personaggi e di alcune architetture contemporanee all’autore, campeggia in una sua autonoma solennità

  • OGGETTO disegno preparatorio
  • MATERIA E TECNICA carta/ acquerellatura
  • AMBITO CULTURALE Ambito Fiorentino
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Museo dell'Opificio delle Pietre Dure
  • LOCALIZZAZIONE Opificio delle Pietre Dure
  • INDIRIZZO Via degli Alfani, 78, Firenze (FI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE A questo “Tempio della Sibilla”, tema tutt’altro che consueto nella produzione della Galleria dei Lavori, fa forse riferimento una lettera del 25 settembre 1809, stilata dall’Intendente della Lista Civile della Toscana, in cui, a proposito dei lavori in corso presso la Galleria, si dà specifica notizia di “une table ronde qui representeun temple ruiné” ( A.S.F. I. e R. Corte Lorenese, filza 2377, c. 54). Sempre in un altro scritto dello stesso Intendente – in risposta ad una dispersa lettera di Carlo Siries – viene approvata la sua proposta di eliminare dal centro di una tavola eseguita in pietre dure il Tempio di Tivoli, che si propone di sostituire in modo che possa essere visto da tutti i lati, in quanto “ Vous expones qulorsqu’il s’agit d’imiter des vues d’architecture que sur des tables ous la perspective est sacrifiée par la situation et qu’un suject qui ne peutse voir que d’un coté ne convient pas aun meuble en fore ronde” ( A.S.F. I. e R. Corte Lorenese, filza 2378, c. 40). Come nel caso della serie de “Le Vedute di Roma” anche qui si ricorse ad una incisione del 1761 di G.P. Piranesi, secondo un gusto vedutistico che tanto consenso trovava negli ambienti della clientela internazionale in quegli anni, tema particolarmente sviluppato dai mosaicisti del periodo neoclassico. E’ probabile che l’autore del disegno ad acquerello sia da riconoscere in Carlo Carlieri che, in quegli anni, non ancora disegnatore ufficiale presso dei Lavori, di fatto suppliva alle mansioni che sarebbero spettate al figlio di Antonio Cioci, Leopoldo, subentrato nel 1793 al padre in qualità di disegnatore e “sceglitore di pietre”
  • TIPOLOGIA SCHEDA Disegni
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900170198
  • NUMERO D'INVENTARIO IDO 3212
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Opificio delle Pietre Dure
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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