Salmace e Ermafrodite (dipinto) di Salvestrini Bartolomeo (XVII)

dipinto

Il dipinto è costruito sulla contrapposizione delle due figure: a sinistra, su un drappo prezioso, Ermafrodito, completamente nudo, viene sorpreso da Salmace che appare improvvisamente da un cespuglio, anch’essa sontuosamente agghindata. A terra rose e gioielli in sensuale profusione. La cornice del quadro è quella originale

  • OGGETTO dipinto
  • ATTRIBUZIONI Salvestrini Bartolomeo (1599/ 1633): pittore
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Museo dell'Opificio delle Pietre Dure
  • LOCALIZZAZIONE Opificio delle Pietre Dure
  • INDIRIZZO Via degli Alfani, 78, Firenze (FI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE L’attività del Salvestrini discepolo di Bilivert, fu bruscamente interrotta dalla peste del 1630. Di questo artista, significativo esponente dell’arte fiorentina dei due primi decenni del secolo XVII, restano poche opere. Tra di esse questa “Salmace ed Ermafrodito”, esplicitamente erotico, sontuoso e raffinato nelle stoffe e nelle decorazioni. Il dipinto fa pendant con una “Venere che piange Adone morto”, di Giovanni Battista Vanni, ed è stato identificato in una tela proveniente dalla Collezione del Cardinale Carlo de’ Medici (1596-1666), (Archivio di Stato di Firenze, Guardaroba Mediceo, filza 758)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900170129
  • NUMERO D'INVENTARIO 1046
  • DATA DI COMPILAZIONE 1981
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2024
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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