ritratto di gentiluomo

dipinto 1600 - 1699

n.p

  • OGGETTO dipinto
  • MATERIA E TECNICA tela/ pittura a olio
  • MISURE Altezza: 131 cm
    Larghezza: 94.5 cm
  • ATTRIBUZIONI Ravesteyn Jan Abthonisz Van (1570 Ca./ 1657)
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Galleria Palatina e Appartamenti Reali
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Pitti
  • INDIRIZZO P.zza Pitti 1, Firenze (FI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il quadro si trovava a Pitti già alla fine del '600, quando viene citato i n un inventario generale del palazzo. Successivamente è ricordato nell'Inv entario dei quadri della collezione del principe Ferdinando dei Medici, fi glio del granduca Cosimo III e quindi in un altro inventario di pochi anni dopo sempre a Pitti. Risulta poi tra i quadri portati a Parigi nel 1799 ( cartellino sul retro). Rientrato a Firenze 1815 con altre opere trafugate, dal 1834 fu esposto nella Galleria Palatina. Il dipinto era attribuito a Van Dick nell'Inventario Generale di Palazzo Pitti del 1698 e in quello de lla collezione del principe Ferdinando (1713-1714) che gli aveva destinato un posto importante nella suo appartamento. Tuttavia era attribuito a B. Van Der Helst quando fu portato a Parigi (cfr. G. Incerpi, in Atti del con vegno " Florence et la France. Rapports sur la….", Firenze 1979, p. 233). Questa attribuzione accettata dall'Inghirami (1834) e dal Chiavacci (1859) , non fu condivisa da J.J. Van Gelder, che lo spunse dalle opere autografe del pittore (cifr. Van Gelder n.1921, n.198). Al De Vries avevano invece pensato il Burckhardt (nel Cicerone, ed. ) e Adolfo Venturi (Galleria Pitt i, Dornach 1891-1893, p. 255), attribuzione che è stata accettata dai cata logatore più recenti della Galleria (Rusconi 1937, Francini Ciaranfi 1964) . Tuttavia, K. Langedijk, tornando a studiare il dipinto (1968); ha prospe ttato una attribuzione al Ravesteyn: quest'ultima proposta appare la più c onvincente, per le evidenti analogie di composizione di stile con le opere certe pitture indicate dalla studiosa. In particolare ci sembra che la fa ttura del quadro sia analoga da alcuni ritratti del Rijksmuseum di Amsterd am (Cat. 1976, p. 463 s.). Più probabile sembra la proposta della Langedij k di riconoscere nel ritrattato umanista olandese Daniel Heinsius (Gand 15 85 - Leida 1655), che scrisse di vari argomenti eruditi, fu storico di Gus tavo Adolfo re di Svezia e fu insignito del senato veneziano dell'ordine d i San Marco. L'identificazione della Langedijk è basata su alcune incision i che presentano l'Heinsius in anni diversi, ma quella che dovrebbe corris pondere per età al ritratto di Pitti non presenta confronti decisivi. Molt o allettante l'altra ipotesi avanzata dalla stessa studiosa, che il ritrat to sia giunto a Firenze come dono del figlio dell'Heinsius, Nicholas (Lei da 1620-1681), che fu in rapporto con la corte fiorentina a partire dal 16 51-53, e che si legò di amicizia soprattutto con Cosimo III de'Medici, da lui conosciuto in Olanda nel 1667 e col quale intrattenne un epistolario f ino alla morte. Una copia della sola testa, forse del XVII secolo, è nelle Gallerie fiorentine (Inv.1890, n. 5340); un'altra, mezza figura, si trova nel Museo di Helsinki (Cat. 1936, n.14), attribuita a T. de Kaiser (segna lata da K. Langedijk , op. cit.)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900131623
  • NUMERO D'INVENTARIO Palatina 255
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Le Gallerie degli Uffizi
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della citta' di Firenze
  • DATA DI COMPILAZIONE 1978
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2001
    2006
  • ISCRIZIONI retro, su cartellino - Florence/ Palais Pitti - corsivo - a penna -
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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