paratoio - bottega fiorentina (sec. XVI, sec. XVII)

paratoio 1611 - ca 1611

Alto postergale suddiviso in cinque scomparti, decorati da motivo a ovoli e fasce di tarsie geometriche, delimitati da sei pilastri con capitello, intagliati a candelabre con girali, vasi, chimere, mascheroni, delfini. Sul fregio intarsiato sottostante alla cimasa, profilata da un intaglio a ovoli e dentelli, sono raffigurati putti cavalcanti un unicorno. Il bancone ad angoli curvilinei consta di cinque sportelli con intarsi a candelabre e motivi geometrici

  • OGGETTO paratoio
  • MATERIA E TECNICA legno di noce/ intaglio/ intarsio
  • MISURE Profondità: 115 cm
    Altezza: 320 cm
    Larghezza: 520 cm
  • AMBITO CULTURALE Bottega Fiorentina
  • ALTRE ATTRIBUZIONI Mariotto Da Gagliano
  • LOCALIZZAZIONE Fiesole (FI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Come ricorda l'antica Cronaca del convento, il bancone con alzata fu acquistato insieme alle due residenze del presbiterio nel 1611 da p. Niccolò Pandolfini, per il prezzo complessivo di 55 scudi. Da un altro documento pubblicato da Giglioli sappiamo che il pagamento fu effettuato a favore di un certo Mariotto da Gagliano legnaiolo, autore di alcuni "accomodamenti" e dell'unione dei due postergali con le due cassapanche cinquecentesche che oggi si trovano nel presbiterio. La stretta analogia dei motivi decorativi di questo mobile con i postergali del presbiterio e la presenza di uguali stemmi non identificati, fanno pensare ad una stessa provenienza, sicuramente da un complesso chiesastico, forse qualche sacrestia o coro fiorentino allora rinnovato. Il mobile in questione, già ritenuto da Ferretti e da Giglioli autentico nell'alzata, attribuita dall'uno a Francesco da Sangallo o a Giuliano da Maiano, dall'altro ad un ignoto autore del secolo XV, e rifatto nella parte inferiore ai primi del Seicento, ad opera appunto del legnaiolo Mariotto da Gagliano, ci sembra invece molto armonico e strettamente unitario. Le affinità stilistiche, specie nella decorazione a intaglio delle candelabre, con i postergali della parete est della sacrestia di S. Croce, databili al 1520-1530 e attribuiti dai Paatz (1952) a Giovanni d'Alessio d'Antonio detto Nanni Unghero, ci fanno suggerire una datazione nei primi decenni del secolo XVI. Successivamente, come suggeriscono lo stato conservativo, l'esame delle singole parti e le notizie storiche, il bancone ha subito molteplici interventi di manutenzione che hanno comportato sia la sostituzione di elementi strutturali che il rifacimento di motivi decorativi a intarsio. Nel 1781 parte della cimasa e del fregio fu segata per collocarvi un orologio, ma è stata restaurata, come tutto l'insieme, da Basilio Rangoni, a cura del Ministero della P. I., nei primi anni del Novecento
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente religioso cattolico
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900118787
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato
  • DATA DI COMPILAZIONE 1979
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 1989
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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