paratoio - bottega toscana (prima metà sec. XVI, sec. XVII)
paratoio
1606 - ca 1606
Bancone occupante due pareti della sacrestia, costituito da alti postergali suddivisi in scomparti decorati da motivi a ovoli intagliati e da fasce di tarsie geometriche, delimitati da pilastri con candelabre eseguite a commesso, terminanti in un capitello; nel fregio sottostante alla cimasa sono raffigurati volute e animali; i postergali poggiano su banconi con semplici specchiature rettangolari e quadrate in corrispondenza degli sportelli
- OGGETTO paratoio
-
MATERIA E TECNICA
legno/ intaglio/ intarsio
-
MISURE
Altezza: 178 cm
Lunghezza: 820 cm
- AMBITO CULTURALE Bottega Toscana
- LOCALIZZAZIONE Fiesole (FI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Non abbiamo alcuna notizia della provenienza di questi postergali dal ricco lavoro di tarsia. Da un passo della Cronaca del Convento, Ferretti (1901) e dopo di lui Giglioli (1933) deducevano che i più antichi postergali erano stati lasciati al convento nel 1520 da Francesco di Pier Filippo Pandolfini per uso di sacrestia. Oltre alla evidente diversità tra i due tronconi di postergali (mancanza di alcune tarsie nell'uno, di uno zoccolo nell'altro), rileggendo la Cronaca si è visto che le misure dei postergali in essa indicate (12 braccia) sono inferiori anche al minore dei due tronconi attuali, e che il Pandolfini lasciò al Convento non propriamente due postergali, bensì "duas spallieras cum duobus panchalibus". Diviene dunque quasi impossibile collegare i postergali della sacrestia con i mobili citati nella Cronaca. Già attribuiti dal Carocci, nella scheda per la Soprintendenza del 1898, alla "maniera di Giuliano da Maiano", e da Giglioli a una bottega del XV secolo, i postergali di S. Domenico presentano notevoli affinità stilistiche con lavori di bottega fiorentina dei primi decenni del secolo XVI, sul tipo, se pur di minor qualità, dei postergali del presbiterio e del mobile nella stessa sacrestia (vedi scheda 0900118787); è probabile che costituissero in origine le spalliere di un coro di qualche chiesa fiorentina smantellata alla fine del Cinquecento. L'adattamento di essi ai sottostanti banconi risale sicuramente all'epoca di costruzione di questi ultimi, individuabile negli anni subito successivi al 1606, tempo in cui viene compiuta la costruzione della sacrestia
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
-
CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente religioso cattolico
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900118767
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato
- DATA DI COMPILAZIONE 1979
-
DATA DI AGGIORNAMENTO
1989
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0