altare
1690-1710
Pedana in marmo bianco e cotto. Colonne in stucco dipinto a finto marmo con capitelli corinzi in stucco modellato bianco.Timpano spezzato con medaglione centrale. Mensa con sostegni a balaustro
- OGGETTO altare
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MATERIA E TECNICA
pietra serena/ scultura
stucco/ modellatura/ pittura
- AMBITO CULTURALE Produzione Fiorentina
- LOCALIZZAZIONE Pescia (PT)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE La relazione stilata dal visitatore apostolico Giovan Battista Castelli, sul finire del 1575, individuava all'interno della chiesa tre altari bisognosi di un'intervento di restauro. Infatti ingiunge alla Compagnia di restaurare, entro tre mesi, il dipinto murale dietro il Crocifisso e costruire le mense agli altari di santa Maria Maddalena e a quelllo di santa Marta. I precetti del visitatore apostolico furono disattesi finoal 1579 quando si decise la realizzazione degli interventi proposti in precedenza. Tra il 1582 e il 1592 la Compagnia decise di eseguire un'ampliamento e un rinnovamento edilizio ed architettonico della chiesa. Ed a queste date appaiono riferibili le mense degli altari laterali che non furono sostituite negli interventi eseguiti tra la fine del Seicento e l'inizio del Settecento. Anzi è ipotizzabile, data l'effige della Maddalena sui plinti delle colonne, che la mensa in oggetto appartenesse all'altare dedicato all'omonima santa e che sia stata riutilizzata in previsione del cambio di titolarità. Gli apparati decorativi degli altari, posti lungo le pareti della navata vennero eseguiti invece tra la fine del XVII secolo e i primi anni del Settecento quando la Compagnia decise il completo e definitivo rinnovamento dello spazio architettonico per dare maggiore risalto all'immagine del Crocifisso divenuto miracoloso per la devozione popolare. Così nel 1705 la venerata immagine del Crocifisso, conservata fino ad allora su questo altare, fu traslata sul nuovo altare maggiore dedicato in precedenza a santa Maria Maddalena e per il quale nel 1538 la Compagnia aveva commissionato l'effige della santa a Domenico Ghirlandaio. Il rinnovato spazio prevedeva un cambio di ruolo tra le due immagini e la Compagnia della Maddalena aveva programmato la collocazione di un dipinto con un'immagine della santa patrona più consona ai dettami controriformati e più affine all'apparato decorativo. In realtà la Compagnia non commissionò mai il dipinto e nel 1729 gli ortolani pesciatini riuscirono a far sistemare, provvisoriamente si disse, su questo altare una tela raffigurante il loro patrono San Paolino vescovo di Nola. Così quella che doveva essere una sistemazione provvisoria, col tempo, si è trasformata in definitiva
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900034016
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato
- ISCRIZIONI timpano, entro cartella - OLITORES PISCIENSIS/ DIVUM PAULINUM NOLAE ET/ ADVOCATUM ELECTUM/ PROPRISEXPENSIS/ DEPINGI CURARUNT - lettere capitali - a solchi - latino
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0