ancona
Barberini Giovanni Battista (bottega)
1627/ 1691
Su alte basi, colonne tortili e lesene con capitelli corinzi compongono l'ancona dell'altare, che racchiude al centro, la tela raffigurante la Vergine in trono e Santi. Il coronamento, mosso e spezzato dell'ancona, è arricchito da angeli e teste di cherubini che ritornano, fra volute, anche alla sommità ondulante. Un drappo in stucco simulante una stoffa preziosa, ricade al centro, sopra la tela, sorretto da tre angeli. Sopra, una nube raggiata, punteggiata da teste di cherubini
- OGGETTO ancona
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MATERIA E TECNICA
stucco/ modellatura/ pittura
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ATTRIBUZIONI
Barberini Giovanni Battista (bottega)
- LOCALIZZAZIONE Parma (PR)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Non ci è stato purtroppo consentito l'accesso alla consultazione del materiale d'archivio della chiesa. Pertanto si avanzano in via ipotetica sia la datazione sia l'autore del progetto di questo complesso plastico. La tipologia dell'ancona in stucco policromo simulante il marmo, pertiene a soluzioni progettuali elaborate in area lombarda dai Reti, da Alessandro Casella e da Francesco e Agostino Silva, interessanti stuccatori ticinesi questi ultimi, provenienti da Morbio Inferiore. Non è facile stabilire se l'autore del complesso in esame pertenga all'attiva bottega di Luca Reti o piuttosto, come saremmo propensi a ritenere a quella del lainese Gian Battista Barberini, autore del gruppo plastico (1681) posto all'ingresso principale della chiesa. Sembra infatti che l'ancona si debba ad una personalità tutt'altro che estranea alle suggestioni barberiniane; dell'artista ripropone la complessità dell'orchestrazione plastica privilegiando moduli compositivi di estrazione tipicamente lombarda. Collocando l'ancona alla seconda metà del Seicento, i riferimenti più prossimi risulterebbero quelli costituiti dall'altare e dall'ornato in stucco della chiesa del convento di Acquafredda nei pressi di Lenno, sul lago di Como, datati al 1680 e di recente convincentemente ascritti al catalogo di Agostino Silva (1628-1706) e le soluzioni decorative realizzate da Giovan Battista Barberini fra Mantova (1678), Parma (1681) e Luiz (1680-82). L'invenzione di grande registro scenografico esibita dal presbiterio della chiesa parmense trova inoltre riscontro nell'opera bolognese (1675) dello stesso Barberini, ma qui si carica di una funzione scenica oltre che architettonica che disvela un modellatore sensibile nel risolvere la morbida materia dello stucco
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800201749
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Parma e Piacenza
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0