Sacra Famiglia (formella) - ambito carrarese (seconda metà sec. XVII)
La formella è riquadrata da una corniciatura lievemente sguanciata che si arrotonda nella zona sommitale a suggerire una sorta di nicchia votiva contenentwe la Sacra Famiglia La Madonna, velata, è presentata seduta frontalmente su un basso sedile rettangolare con gradino. Tiene sulle ginocchia il Bambino ignudo che leva in alto la mano destra in atto benedicente, ed ha il capo leggermente ruotato verso sinistra, dove è raffigurato San Giuseppe. Il Santo è riteratto in piedi, con il piede sinistro appoggiato sul gradino su cui si innalza il sedile ove è assisa la Vergine; ha folta barba e lunghi capelli, è ammantato ed avvolto in un'ampia tunica, e si appoggia con la sinistra, ad un nodoso bastone. La formella è innestata entro una cornice in arenaria riccamente modanata, sormontata da una protome alata di incisione assai raffinata, in origine, nel volto e nelle ali, oggi in gran parte deleti
- OGGETTO formella
- AMBITO CULTURALE Ambito Carrarese
- LOCALIZZAZIONE Monchio delle Corti (PR)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Per le notizie generali sulle formelle devozionali cfr.: scheda n. 08/ 00158816. L'anonimo artefice rivela una notevole abilità manuale, non disgiunta da una solida preparazione tecnica che traspare nel tentativo di suggerire un effetto tridimensionale e prospettico dell'insieme, sfruttando sia la posizione leggermente ruotata di profilo di San Giuseppe, sia la limitata profondità della lastra, dove il gruppo, attraverso un sapiente e graduato scavare di piani, appare entro la nicchia formata dallo sguancio dell'incorniciatura, sul cui bordo inferiore appoggiano la base dello scranno della Madonna e il piede destro di San Giuseppe. Un certo arcaismo nelle figure, dall'intaglio assai raffinato nei volti e nel fitto panneggiare, e la stessa cornice in arenaria che perimetra la formella (dove la scrittura della pietra doveve essere in origine assai raffinata, come mostra, ad esempio, la minuta incisione delle ali, a morbide e fitte ciocche, della testa alata di cherubo), inducono ad assegnare l'esecuzione di questo pezzo ad un ambito cronologico alquanto remoto, e presumibilmente alla seconda metà del sec. XVII, data la presenza dell'iscrizione "AD MAIOREM DEI GLORIA" su un portale quadrangolare con architrave e lunetta dello stesso caseggiato balchionato sulla cui fronte è innestata la formella votiva
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800158824
- DATA DI COMPILAZIONE 1987
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2006
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0