monumento funebre di Spani Prospero detto Clemente (secondo quarto sec. XVI)

monumento funebre 1543 - 1543

Monumento sepolcrale, inserito in una nicchia a lunetta, chiuso alla base da una sorta di pedana in cui è posta la lapide. Addossato alla parete, in lieve aggetto, il sarcofago, dalla struttura a tronco di piramide, è articolato su due registri: in quello inferiore, al centro, campeggia lo stemma Prati (campitura a scacchi sormontata da un fiore), fiancheggiato da un fregio all'antica con centauri, putti, fiori ed animali; in quello superiore, in parallelo allo stemma, si staglia un teschio accompagnato da un motivo stilizzato di nastri. Ai lati dell'urna, sedute sulla pedana, due donne in lacrime: quella di sinistra, di profilo, con il volto affranto, celato in parte dalla mano sinistra, sembra indicare con la mano destra il sepolcro; l'altra, sul lato destro, con le gambe accavallate, tiene le mani strette ad un drappo di stoffa e rivolge il volto piangente verso lo spettatore

  • OGGETTO monumento funebre
  • MATERIA E TECNICA marmo/ scultura
  • MISURE Altezza: 250
    Larghezza: 350
  • ATTRIBUZIONI Spani Prospero Detto Clemente (1516/ 1584)
  • LOCALIZZAZIONE Parma (PR)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE L' 8 agosto 1543, alla presenza di "Hieronimo Mazuollo", veniva stipulato un accordo tra "Francesco Maria del Prato, gli nepoti e Prospero di Clementi da Reggio" per "fare la sepoltura del magnifico messer Bartholomeo del Prato". Nel contratto (riportato in A.Pezzana) si legge pure che "la detta sepultura" dovrà essere "di quella qualità che si contienne nel modello fatto da lui cioè: la sassa di marmo da Reggio di belle macchie, con il fregio riportato di marmo da Carrara, et con li scudi nel mezzo et con quella testa di morto nella cima di detta cassa, anchora di marmo di Carrara, nella quale si ha da scolpire l'epitaphio. Et ch' el piano dove posano le figure sia piano con un intaglio di una chiozzola" (Pezzana, tomo VI, parte II, pp. 475-476). Il modello a cui si accenna, potrebbe essere il disegno realizzato da Girolamo Mazzola Bedoli (conservato a Windsor, pubb. in Bacchi 2001, p. 26), "gran fautore dello Spani", a detta del Testi (1934, p. 118), ma di certo protagonista inidscusso della scena artistica a Parma dopo la scomparsa del Correggio e di Parmigianino, tanto da affiancare, quasi in segno di garanzia, il giovane Clemente, giunto da poco in città con lo zio, e citato come semplice "taiapietre". Il disegno del Bedoli, oltre a farci intendere la maestria dello scultore reggiano nell'articolare lo spazio e nel rendere al vero le emozioni delle figure dolenti, ci consente di chiarirne il loro sfuggente significato iconografico. Le due donne, infatti, risultano oggi prive di ogni tipo di attributo, mentre, nel foglio del Bedoli, quella di sinistra tiene tra le mani una bilancia (la Giustizia) e quella di destra impugna un ramo, forse di ulivo (la Pace). Nell'insieme l'opera, che doveva essere terminata dopo diciotto mesi (memoria di un pagamento al Clemente si ha alla data 8 luglio 1545, in Pezzana), riuslta essere in sintonia con l'attività di Giulio Romano: il monumento Prati, infatti, può essere letto come una sorta di contaminazione tra le eleganze parmensi ed il classicismo aulico dell'allievo di Raffaello. L'idea di collocare due figure sedute all'interno di una lunetta rimanda invece, senza dubbio, alle figure michelangiolesche di Giosia e Jeconia della Cappella Sistina, che non avevano trovato fino ad allora applicazioni nel campo della scultura funeraria. Il "Monumento Prati", dimenticato dal Vasari, il quale ricordava tra le opere del Clemente a Parma solo quella di S.Bernardo (scheda n. 257), rimase pressocché ignorato per tutto il '600 (così infatti M. Zappata, "Bartholomei de Prato cernitur sepulchrum cum duabus statuis marmoreis eleganter sculptis", ms. 1134, c. 68), fino a che il Ruta (1739, p. 35) ne stilò un'eloquente critica. Il "realmente grazioso Deposito Prati" verrà così successivamente preso a modello da artisti stranieri nel loro viaggio in Italia. La "bella maniera" del reggiano Prospero Clemente, capace di rammollire il marmo fino a ridurlo quasi carne, lo rese celebre come il "Correggio degli Scultori" rendendogli così finalmente il merito di aver portato accenti di assoluta novità nel panorama della scultura del secondo '500
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente religioso cattolico
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800134663
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Parma e Piacenza
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Parma e Piacenza
  • ISCRIZIONI sotto l'urna, al centro - BARTHOLOMAEO . PRATO. IURICONS./ Q . V . ANNOS LXXI . MEN . II . D . XX ./ OB . TER . CAL . SEPT . ANN ./ SAL . MDXLIII . FILII PIENTISS . MULTIIS/ CUM LACH ./ P - lettere capitali -
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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