reliquiario vasiforme - manifattura veneziana (secc. XIV/ XV)

reliquiario vasiforme 1374 - 1400

Piede e fusto riccamente decorati in forma architettonica; entro le nicchie sono i quattro evangelisti raprpesentati con le teste di animali che li simboleggiano mentre sul piede è il vescovo Leale Malatesta in atto di porgere mitra e pastorale a San Giorgio. Nel livello superiore è raffigurata l'Annunciazione. Sul fusto s'innesta il vaso in cristallo che accolgie la reliquia

  • OGGETTO reliquiario vasiforme
  • MATERIA E TECNICA argento/ fusione/ doratura/ smaltatura
    CRISTALLO
  • MISURE Altezza: 50
    Larghezza: 17
  • AMBITO CULTURALE Manifattura Veneziana
  • ALTRE ATTRIBUZIONI Manifttura Bolognese
  • LOCALIZZAZIONE Rimini (RN)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE L'opera venne lasciata dal Vescovo Leale dei Malatesti, in carica a Rimini dal 1374 al 1400, al municipio della città, previa morte di Carlo Malatesti il Magnifico (testamento del 13-01-1400). Originariamente ostensorio a tempio, fu trasformato in reliquario nel 1581, in occasione del dono d'Enrico III di Francia al Vescovo Giovanni Battista Caselli della Sacra Spina (Ricci 1928). La conversione di ostensori di questo tipo in reliquari fu processo comune in Romagna (F.Faranda nella sua monografia sugli argentieri di Romagna ne riscontra il numero ridotto). La corona di Cristo, passata da Gerusalemme a Costantinopoli nel XI secolo, fu acquistata nel 1239 da Luigi IX il Santo da un Baldovino II di Fiandra oberato di debiti. Arrivata a Parigi dopo un viaggio trionfale costellato di miracoli, gli si costruì quello splendido oggetto d'oreficeria architettonica a forma di reliquario che è la Sainte-Chappelle. Di quì la moltiplicazione delle spine, frutto di quella politica delle reliquie che spesso generò casi di imbarazzante ubiquità. La spina è conservata in un vaso di cristallo, simbolo di purezza. La base vede protagonista il Vescovo stesso che inginocchiatosi, depone mitria e pastorale davanti ad un San Giorgio (patrono dei cavalieri) che uccide il drago. Ancora alla base i quattro evangelisti , dal corpo tozzo rispetto al busto, tipologia che richiama opere transalpine come il reliquario di S.Germain o le arche scaligere a Verona (Faranda 1990, che avvicina l'opera anche al reliquario di Sant'Agnese a Venezia per le caratteristiche piccole torri ).Tocchi di smalto traslucido ora sporchi di grasso sono dietro gli evangelisti e gli angeli. La critica è concorde nel vedere nell'opera un bel prodotto del gotico veneziano, bolognese per l'Hahnloser. E nell'ambito dell'arte veneta, Pasini propone un accostamento al maestro di Santo Stefano
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente religioso cattolico
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800042595
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Bologna Ferrara Forli'-Cesena Ravenna e Rimini
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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