monumento funebre - ambito toscano (sec. XV)

monumento funebre 1477 - 1479

Il monumento sepolcrale è costituito da un'urna a forma di parallelepipedo di marmo greco addossata alla parete e sorretta da due mensole a muro in pietra d'Istria intagliate a foglie d'acanto. Presenta una fronte divisa in tre specchi chiusi da semplicissime cornici senza intaglio: nello specchio centrale, il più ampio, è rilevato sopra un disco fiammeggiante il monogramma di Cristo, nella forma paleografica latina (IHS); in quelli laterali è scolpito invece il monogramma di Maria sormontato da una corona. Nel coperchio del sarcofago è scolpito il corpo del defunto : Pietro Bianco da Durazzo, fondatore della chiesa, fattosi da corsaro ad eremita, adagiato su un drappo e sorretto da un cuscino. L'immagine scolpita è austera : è vestito della semplice tonaca che gli giunge fino ai piedi, per metà scoperti e nudi. In capo ha la berretta, il volto è barbuto e molto espressivo. Sopra il monumento è un'affresco ormai illeggibile che raffigurava "La Deposizione"

  • OGGETTO monumento funebre
  • MATERIA E TECNICA marmo greco/ scultura
  • AMBITO CULTURALE Ambito Toscano
  • ALTRE ATTRIBUZIONI Francesco Di Simone Ferrucci
    Fiamberti Tommaso
  • LOCALIZZAZIONE Forlì (FC)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE E' la tomba di Pietro Bianco da Durazzo, corsaro albanese che approdò a Forlì nel 1445; pentitosi e convertitosi alla fede cristiana,iniziò la sua nuova vita di penitenza e dedizione agli altri. Ben presto fu rispettato da tutti e Pino III Ordelaffi lo aiutò, nel 1450, a costruire il Santuario. La sua storia è in Romagna abbastanza popolare con contorni - come si addice ad un personaggio entrato nella leggenda - favolistici e miracolosi. Numerose testimonianze, con aggiunta di colore alla vicenda, riguardano soprattutto grazie e miracoli compiuti da un'immagine della Vergine che il frate avrebbe trovato nella villa di Fornò "affissa a dun tronco". Sia come sia, alla sua morte, nel 1477, Pino III lo fece portare a Forlì con grande solennità e, insieme ai Canonici Regolari di ravenna (i frati di S.Salvatore, suoi eredi) fece costruire per lui il sarcofago in marmo che per due anni fu collocato a Forlì nella cappella della Madonna del Fuoco e poi trasportato, nel 1479, definitivamente a Fornò. Il nome dello scultore non è menzionato in alcuna cronaca e le attribuzioni del Grigioni a Francesco di Simone Ferrucci da Fiesole e del Buscaroli a Tommaso Fiaimberti, sembrano ormai inaccettabili. Viroli, in uno studio recente, evidenzia "una tipica complessità culturale qual'è sovente ravvisabile in opere di autori minori influenzati da svariati modi espressivi che essi rendono in una forma curiosamente arcaicizzante, perchè semplificata al massimo" e avvicina l'autore alla scuola di Agostino di Duccio (al fratello del quale, Ottaviano è dovuta la tomba di Antonio Malatesta, del 1467) evidenziando influssi della scuola veneziana dei Lombardo. Sopra il monumento, è un affresco, ormai illeggibile, che raffigura la "Deposizione dalla croce, con ritratto dell'eremita Pietro Bianco"
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente religioso cattolico
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800033458
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Bologna Ferrara Forli'-Cesena Ravenna e Rimini
  • ISCRIZIONI nella specchiatura centrale - IHS - caratteri gotici -
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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