Ha un sedile continuo i cui sostegni a mensola munita di una piccola zampa e a finale arricciolato, sono uguali a quelli dei banchi seicenteschi delle pareti laterali dell'oratorio. Ha differenza di questi ha pannelli d'appoggio fregiati e un inginocchiatoio semplice collegato con una pedana. Sul sedile è un dossale diviso in tre pannelli da paraste lisce di ordine tuscanico, che reggono una trabeazione a fregio liscio inscritto. I pannelli sono incorniciati da una fascia liscia e sono ornati da fregi in pastiglia gialla. Nel pannello centrale il disegno si svolge a sottili filettature, che si ampliano poi nel fogliame formando una specie di candelabra della quale si scorgono i due sostegni di base a forma di zampa di caprone, che riunendosi allo stelo centrale per mezzo di un collare a bandelle, terminano nelle due teste dei caproni stessi allacciate da nastri. Sopra si innesta allo stelo un vaso con anse "a delfino", dal quale si dipartono rosette, motivi floreali a cartoccio (OSS)
- OGGETTO banco da chiesa
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MATERIA E TECNICA
LEGNO DI NOCE
PASTIGLIA
- AMBITO CULTURALE Manifattura Emiliano-romagnola
- LOCALIZZAZIONE Faenza (RA)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE I pannelli, insieme al fregio, fanno supporre che siano stati estratti da una più antica struttura (si notano irregolarità di taglio e asimmetrie dei loro ornati). Corbara li considera databili verso la fine del XV secolo (o ai primi anni del XVI) ed inseribili nell'ambito della maniera di Agostino e Biagio De' Marchi attivi a Bologna e, forse Biagio, nel Duomo di Faenza. Quasi certamente il banco primiceriale, dall'antica sede della Confraternita di S. Sebastiano, entrò nella sede attuale quando la Confraternita di S. Sebastiano si insediò nell'attuale S. Stefano rimanendovi un decennio (1788-1798). Proprio nei due anni precedenti all'insediamento i confratelli avevano restaurato e risistemato la chiesa con numerosi lavori di adattamento, fra i quali quelli dell'oratorio a lato della chiesa, adibito alle loro riunioni (costruito ex novo). Nel 1798 l'oratorio, con l'insediamento del Parroco di S. Stefano, divenne la sede del Venerabile Collegio dei Parroci (fino allora nel Vecchio S. Stefano). Spostati nell'oratorio anche i banchi seicenteschi che erano nell'antica sede del Venerabile Collegio, e cioè all'inizio del secolo XIX, dovette esservi un generale rimaneggiamento per includere questi importanti elementi dell'antica Confraternita di S. Sebastiano nell'arredamento seicentesco dei parroci di S. Stefano
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente religioso cattolico
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800031624
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Bologna Ferrara Forli'-Cesena Ravenna e Rimini
- DATA DI COMPILAZIONE 1986
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0